Minaccia di gettarsi dalla gru per protesta

L’ex dipendente di un’impresa edile chiede i soldi mai versati. Scende dopo 5 ore quando gli viene promesso il pagamento
GIULIANOVA. E’ salito alle 7,30 su una gru del cantiere dell’area ex Foma, in via Trieste. E ha annunciato che si sarebbe buttato nel vuoto se non fosse riuscito ad avere i suoi soldi.
Una dimostrazione eclatante, quella messa in atto di A.P. 41 anni, albanese residente ad Alba Adriatica, che non riusciva ad avere alcune spettanze dal gruppo Malvone, di cui era stato dipendente, e delle indennità dalla Cassa Edile perchè la stessa azienda non ha versato i relativi contributi all’ente bilaterale.
Da qui, dopo inutili solleciti, la decisione di salire su una gru alta almeno 30 metri, nel cantiere della ditta in cui lavorava, e minacciare di farla finita. Ieri mattina sul posto sono subito arrivati carabinieri, vigili del fuoco e 118. E man mano che il tempo passava, si è riunita una piccola folla di curiosi. Sul posto è arrivato anche il sindaco Jwan Costantini.
A seguire in prima persona i contatti con A.P. è stato il comandante della stazione dei carabinieri Angelo Varletta, che comunicava con l’uomo via cellulare. Sostanzialmente l’operaio ha chiesto che gli fossero riconosciuti i soldi non versati. «Ormai ho perso la faccia, la faccio finita. Ma l’ho fatto per la mia famiglia»: di questo tono le frasi pronunciate dall’albanese. L’uomo, infatti è sposato e ha tre figli e dopo aver perso il lavoro si è ritrovato in gravi difficoltà economiche.
Alla fine i carabinieri hanno rintracciato i proprietari della ditta che gli hanno assicurato, via telefono, il pagamento dei 3.400 euro circa che l’uomo doveva ancora percepire. E così, alle 12, A.P. ha deciso di scendere dalla gru. I carabinieri hanno fatto allontanare la folla e hanno preso in consegna l’operaio portandolo in caserma per l’identificazione.
Non si sa se l’uomo dovrà rispondere di qualche reato. Di sicuro c’è il fatto che i carabinieri hanno rimesso un rapporto al sostituto procuratore di turno, Laura Colica, su quello che sembra più che altro un tentativo di suicidio a scopo dimostrativo.
(ha collaborato
Alfonso Aloisi)
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