Minaccia di sparargli per debiti di droga Processo a un 60enne
Pretende 43mila euro per dosi di cocaina non pagate e affronta l’altro con una pistola: «Scegli come vuoi morire»
TERAMO. La pistola esibita e quelle minacce di morte per farsi pagare un presunto debito di droga con frasi del tipo: «Non ci metto niente a spararti due colpi in testa».
È una vicenda che sarà accertata in un’aula di tribunale quella che vede imputato un sessantenne teramano per tentata estorsione: secondo la Procura in più occasioni avrebbe minacciato un uomo di 50 anni chiedendo la somma di 43mila euro frutto di precedenti acquisti di sostanza stupefacente, in particolare cocaina.
L’uomo è stato rinviato a giudizio e ieri mattina il giudice monocratico Franco Tetto ha fissato la prima udienza a settembre. I fatti, secondo la ricostruzione della Procura, si sarebbero svolti in un periodo compreso tra il 2016 e il 2018 con vittima e imputato entrambi legati al mondo della tossicodipendenza. Il sessantenne avrebbe accusato l’altro di aver maturato nei suoi confronti un debito di 43mila euro per droga non pagata e per questo sarebbero iniziate minacce pesanti, anche a mano armata, e in alcune occasioni fatte arrivare anche ad amici della vittima. Nel capo d’imputazione la Procura ricostruisce alcuni episodi di minacce. In uno l’uomo affrontando l’altro gli dice: «Mi hai stancato, io non ci metto niente a spararti con due colpi in testa, io e te andiamo a finire male».
In un altro mostra una pistola e quattro cartucce alla vittima e gli dice: «Scegli di quale calibro vuoi morire, questi comunque se ti prendono fanno male tutti e quattro». Secondo la Procura, inoltre, in queste occasioni avrebbe intimato all’altro di firmare un foglio su cui era scritta la somma di 43mila euro come entità del debito maturato nei suoi confronti acquistando cocaina. La Procura, inoltre, ricostruisce anche un altro episodio in cui l’uomo avrebbe minacciato l’altro tramite un’amica comune dicendole: «Non lo voglio avere sulla coscienza, ma sono due volte che lo invito dall’avvocato e lui non viene».
Le indagini sono scattate dopo la denuncia della vittima che si è rivolta alle forze dell’ordine e ha raccontato i vari episodi. Sono scattati gli accertamenti e successivamente un primo rapporto è stato rimesso al sostituto procuratore competente che ha formulato l’accusa di tentata estorsione e minacce. Ipotesi di reato per cui ha chiesto ed ottenuto il rinvio a giudizio per il 60enne teramano. Ora ogni accusa dovrà essere provata nel corso del dibattimento.
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