Minosse: «Fuori dal Pd chi ha tradito»

3 Novembre 2018

Il segretario provinciale analizza la sconfitta: «Mancati voti nei comuni costieri». Cozzi: metodo vincente nel centrodestra

TERAMO. Non ci sono scuse né mediazioni possibili. Per il segretario provinciale del Pd Gabriele Minosse l’inattesa sconfitta nelle elezioni di domenica ha una sola lettura politica: «Qualcuno ha tradito il partito». La conseguenza è stata la riconsegna della Provincia a un presidente di centrodestra, il sindaco di Notaresco Diego Di Bonaventura. «È una cosa grave, enorme», sottolinea Minosse che sottolinea il vantaggio con cui il centrosinistra si era presentato all’appuntamento elettorale di secondo livello che ha chiamato alle urne circa 600 tra sindaci e consiglieri comunali del territorio provinciale. Per questo il dirigente teramano, sindaco di Cortino, non può che condividere le valutazioni sferzanti del segretario regionale del Pd, nonché presidente uscente della Provincia, Renzo Di Sabatino secondo cui nel partito va rimesso ordine. «Lo dico da anni e combatto sul tema del rispetto delle regole», afferma, «altrimenti facciamo una bocciofila».
Minosse non sfuma i toni, anzi rincara la dose rispetto alle affermazioni del segretario regionale. «Chi non si allinea alle decisioni prese a maggioranza», scandisce, «è fuori, se ne deve andare subito». Sul banco degli imputanti finiscono i consiglieri delle amministrazioni costieri, dove il candidato di centrosinistra Giuseppe D’Alonzo, sindaco di Crognaleto, avrebbe dovuto fare il pieno di voti e assicurarsi quel vantaggio che gli avrebbe spianato la strada verso la vittoria. Così non è stato e il segretario provinciale accenna a un imminente regolamento dei conti interno al partito. «Ne parleremo anche a livello regionale», spiega, «e di sicuro ci saranno ripercussioni». Il tradimento di domenica non passerà senza contraccolpi. «C’è un problema politico e va risolto», conclude Minosse, «una scelta fatta in modo democratico non si può sconfessare per antipatie di campanile o logiche correntizie». Di tutt’altro tenore sono le valutazioni di Mario Cozzi, capogruppo di Forza Italia e primo degli eletti n consiglio comunale. «Questa vittoria ha ridato senso di appartenenza al centrodestra, dopo il risultato negativo delle elezioni per il Comune», afferma, «l’area che ha fatto riferimento a Giandonato Morra disponeva di sette voti e a Di Bonaventura ne sono andati nove». I numeri parlano chiaro e per Cozzi indicano una chiara inversione di tendenza rispetto alla batosta rimediata a giugno. «Il centrodestra ha saputo rimboccarsi le maniche, riprendendo a lavorare in modo corretto», spiega il consigliere, «grazie anche a un candidato che è riuscito a parlare con tutti, poi ognuno ha fatto la propria parte». L’ora più buia della coalizione che ha perso la guida del Comune, insomma, è passata. «Lavoro, umiltà e impegno ci hanno portato a un risultato che sembrava lontanissimo», rileva il rappresentante di Forza Italia, «questo metodo funziona e va mantenuto». Il cambiamento si è visto, secondo Cozzi, anche nei festeggiamenti. «Sono stati sobri», conclude, «e segnano un nuovo modo di governare». (g.d.m.)
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