«Mio nonno ritratto sul murale non era il matto del paese»
«Non ho conosciuto mio nonno Silvio, avevo pochi mesi quando morì. Quello che ho saputo di lui me lo hanno raccontato mio padre e i miei parenti. Quello che ho percepito di lui l’ho scoperto nel mio...
«Non ho conosciuto mio nonno Silvio, avevo pochi mesi quando morì. Quello che ho saputo di lui me lo hanno raccontato mio padre e i miei parenti. Quello che ho percepito di lui l’ho scoperto nel mio modo di essere, di rapportarmi alle cose e alle persone. L’immagine di mio nonno è stata rappresentata (peraltro in maniera pregevole) attraverso un murale su una parete del paese dove visse: Castiglione. Il suo viso arguto campeggia tra un richiamo al soprannome, “Marrocca”, e una frase che farebbe riferimento a quei “matti” degli abitanti del paese: lui sarebbe il matto tra i matti! Voglio pensare che per matto si sia voluto intendere un “mattacchione”, un “burlone” e non il “matto del villaggio”, sapendo che mio nonno era rispettato e considerato».
Così Silvio Scuccimarra, nipote del protagonista del murale realizzato dal Collettivo FX di Reggio Emilia nell'ottava tappa del progetto "Dietro ogni matto c'è un villaggio", commenta la scelta di rappresentare suo nonno su una parete del paese. L'amministrazione ha aderito al progetto nazionale scegliendo un personaggio al quale fosse legata anche una storia popolare. «Sarebbe stato opportuno», aggiunge Scuccimarra, «se non addirittura richiesto dalla legge, che i discendenti del “Marrocca” fossero interpellati per poter dare il proprio consenso. Mi aspetto che il Comune indichi a margine del murale chi era in realtà e cosa faceva la persona che si è sentito in dovere di rappresentare».(e.f.)

