«Mio papà Giorgio, una persona onesta»

Umberto Ambrosoli inaugura la nuova aula del tribunale intitolata al padre assassinato
TERAMO. Nell’Italia di mazzette e tangenti quotidiane, l’avvocato Umberto Ambrosoli racconta quella onesta di suo padre Giorgio. Lui aveva 7 anni quando papà venne ucciso da un sicario ingaggiato dal banchiere Michele Sindona sulla cui attività stava indagando come commissario liquidatore della Banca Privata Italiana fondata dallo stesso Sindona.
Oggi è un uomo di 44 anni che per parlare del padre – nel giorno in cui è a Teramo per inaugurare una nuova aula del tribunale che porta il nome di Giorgio Ambrosoli – ricorda gli altri eroi di un Paese che troppo spesso dimentica. «Tramandare gli esempi di virtù civile serve a ricordarci l’importanza di non arrendersi, restando consapevoli della propria responsabilità», ha detto, «tutti possiamo contribuire a cambiare il mondo in cui viviamo con coraggio, perchè il presidio della legalità è affidato a ciascun cittadino nella sua singolarità». E Umberto Ambrosoli cita Paolo VI – che parlando di suo padre disse «Egli non ha sacrificato per la vita le ragioni della vita» – e ricorda l’avvocato Fulvio Croci, avvocato e presidente dell’ordine degli avvocati di Torino che nel 1977 venne ucciso dalla Brigate Rosse nei giorni del primo maxi processo ai terroristi. «In un momento in cui si riflette molto sul ruolo della professione», ha proseguito, «mi piace ricordare quello che scrisse Marco Vitale sulle pagine del Giornale qualche giorno dopo la morte di mio padre: professionista è colui che sempre subordina tutto se stesso agli scopi dell’ordinamento e dell’istituzione in cui opera allo scrupoloso rispetto delle regole tecniche e deontologiche del suo mestiere». Una figura, quella di Giorgio Ambrosoli, a cui si sono richiamate tutte le istituzioni presenti alla cerimonia con il presidente del tribunale Giovanni Spinosa che ha salutato l’inaugurazione dell’aula come uno di quei momenti in cui «la società civile si incontra con le istituzioni».
Il presidente della corte d’appello Stefano Schirò ha ricordato «gli anni difficili in cui Ambrosoli e altri professionisti fecero scelte difficili legate al modo in cui concepivano il proprio lavoro e alla totale dedizione al loro ruolo». Nel corso della cerimonia hanno portato il loro saluto il procuratore Antonio Guerriero, il presidente dell’ordine provinciale dei dottori commercialisti Alberto Davide, il giudice per le esecuzioni Stefania Cannavale. L’aula intitolata ad Ambrosoli ospiterà un ufficio dell’ordine dei commercialisti.(d.p.)
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