Mobbing al veterinario, colleghi a processo per falsa testimonianza

14 Febbraio 2018

TERAMO. Approda anche in un’aula penale il caso del veterinario dell’istituto Zooprofilattico per cui la Cassazione ha confermato l’esistenza di mobbing sul posto di lavoro. Prima di arrivare alla...

TERAMO. Approda anche in un’aula penale il caso del veterinario dell’istituto Zooprofilattico per cui la Cassazione ha confermato l’esistenza di mobbing sul posto di lavoro. Prima di arrivare alla Suprema Corte negli anni si sono susseguite varie udienze davanti al giudice del lavoro, in particolare per procedimenti disciplinari, nel corso delle quali sono stati ascoltati numerosi dipendenti dell’istituto. Due di questi sono finiti a processo per falsa testimonianza e con questa accusa sono imputati davanti al giudice Flavio Conciatori. Entrambi sono assistiti dall’avvocato Martina Bernabei.
Ieri mattina in aula si sono susseguiti vari testi che hanno dato la loro versione dei fatti in particolare su due episodi contestati nel capo d’imputazione firmato dal pm Davide Rosati.
Il caso è quello del medico veterinario dipendente dell’Izs che dopo aver segnalato la presenza di amianto sul posto di lavoro aveva accusato l’ente di averlo perseguitato dal 2008 al 2011 con cinque provvedimenti disciplinari procurandogli «uno stato di depressione, stress e ansia». A maggio del 2015 il giudice del lavoro del tribunale di Teramo Maria Rosaria Pietropaolo aveva accolto il ricorso del dipendente, riconoscendogli l’insorgenza di una malattia professionale e di un danno biologico e per questo aveva condannato l’istituto a risarcirlo con 12mila euro.
La sentenza era stata impugnata dallo Zooprofilattico, ma i giudici di secondo grado avevano respinto il ricorso. Ad ottobre poi, la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dello Zooprofilattico.
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