Modifiche ai parcheggi per il nuovo dehor

Il Comune propone uno scambio alla Tercoop e così torna la sosta a pagamento in via Paris
TERAMO. Arriva un dehor in piazza Martiri Pennesi e il Comune sequestra nuovi parcheggi alla Tercoop. Stavolta però propone un ”risarcimento” con la restituzione di alcuni stalli in via Paris dove nel frattempo la cooperativa che gestisce i parcheggi aveva perso 126mila euro.
A spiegare come si concretizza la proposta è il presidente della Tercoop Leo Iachini alquale il Comune ha chiesto di tagliare circa 5 o 6 stalli in via Savini per via della creazione di una zona di sicurezza a ridosso della caserma dei carabinieri, ma ha rappresentato anche la necessità di sottrarre 4 o 5 stalli a piazza Martiri Pennesi. Lì, nascerà presto un bar che deve collocare il dehor e dunque a mo di compensazione il Comune ha intenzione di restituire la decina di stalli a pagamento in via Paris, nella zona dell’anfiteatro romano.
La cooperativa ha già reso noto di essere disponibile ad accettare il cambio ma registra un paradosso visto che da quella zona si era vista sottrarre dei parcheggi nel 2010 per esigenze di pubblica utilità.
«L’esigenza», ha spiegato Iachini, «era di creare un passaggio pedonale e un’area di sosta per i motorini, ma nel tempo si è reso evidente che l’unica pubblica utilità era quella della sosta selvaggia visto che lì posteggiavano abusivamente le auto per giorni interi. Noi dal 2010 a oggi abbiamo perso ingenti somme, basta calcolare un incasso di 70 euro al giorno per trecento giorni lavorativi per 6 anni e la cifra è presto fatta: 126mila euro persi».
Senza considerare che a questa somma vanno aggiunti i costi del personale che comunque la cooperativa ha sostenuto e che negli ultimi 8 anni gli stalli persi in gestione sono oltre una trentina. Da tempo denunciamo l’emorragia di parcheggi causata dai lavori pubblici ma siamo rimasti inascoltati. Dispiace però vedere al contrario che l’amministrazione sulla base delle esigenze che manifestano i privati è pronta a trovare soluzioni». «Il punto», ha proseguito Iachini, «è che nel nostro caso la situazione si è talmente inasprita che lavoriamo sottocosto da anni e 29 lavoratori rischiano di andare a casa. Questo però sembra non importare a nessuno. Ieri avevamo un incontro in Provincia per discutere con i sindacati e i referenti dell’amministrazione ma non si è presentato nessuno per motivi legati a impegni sul terremoto. Intanto noi siamo al collasso e nelle sedi istituzionali non abbiamo un interlocutore. Ci fa piacere che per la prima volta il Comune ci proponga uno scambio, ma è anche il segno che in passato i nostri diritti sono stati calpestati senza che questo sia importato ad alcuno».
(m.d.t.)
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