Modus in concordato, 60 operai senza soldi

19 Luglio 2019

Sono addetti alle manutenzioni degli ospedali. Bloccato di fatto il pagamento degli arretrati

TERAMO. Sessanta lavoratori nei guai dopo la richiesta di concordato preventivo da parte della Modus Fm. Si tratta dell’azienda uscita dall’appalto per la manutenzione alla Asl ai primi di luglio, sostituita dalla ravennate Kineo.
Ma la Modus, ai propri ex dipendenti che sono 25, deve pagare ancora lo stipendio di giugno, tre giorni di luglio e le competenze di fine rapporto (ferie, permessi e Tfr). «Questi importi così come in passato sarebbero stati pagati dal Cns (il consorzio che si è aggiudicato l’appalto alla Asl, ndr) ma la Modus ha lo ha diffidato a farlo», esordisce Mirco D’Ignazio, segretario della Fiom Cgil. Questo significa che in teoria i 25 lavoratori potrebbero percepire i soldi fra molto, molto tempo. Si tratta in media di 7.500 euro, somma importante per molti di loro.
Ma non è tutto. I problemi ci sono anche per i 35 lavoratori interinali, dipendenti dell’agenzia In opera, sempre impegnati nell’appalto. «A loro», spiega Fabio Benintendi, segretario della Cisl, «non è stato pagato, come prevede il contratto, lo stipendio il 15 di questo mese. E' una cosa gravissima: le regole sulla somministrazione sono molto rigide e i meccanismi tali da dover assicurare stipendio puntualmente ai lavoratori», Ora pare che l’agenzia interinale pagherà il 22, comunque i sindacati hanno chiesto un incontro. E pare che i ritardi nei pagamenti da parte della Modus abbiano in qualche modo a che fare con lo slittamento del pagamento degli stipendi ai 35 operai.
«Abbiamo chiesto un incontro alla Asl perchè convochi il Cns: si terrà il 25», aggiunge D’Ignazio, «noi da anni denunciamo questa situazione: hanno fatto tutti orecchie da mercante, oggi che è scoppiato il bubbone sono i lavoratori a pagare le conseguenze delle loro mancanze. Se non avremo risposte e soluzioni definitive siamo pronti ad andare avanti con tutte le iniziative sindacali a nostra disposizione, ancor prima delle azioni giudiziarie».
«Siamo passati da una situazione di difficoltà a una di assoluto stallo», incalza Benintendi, «finora ci siamo barcamenati per ottenere il pagamento degli stipendi attraverso il meccanismo della surroga. Ora con il concordato preventivo si rischia di bloccare questo meccanismo. Ma noi riteniamo che sia il Cns che la Asl per quelle che sono le responsabilità che derivano dalle norme in essere, in particolare in materia di responsabilità solidale, debbano intervenire per assicurare il pagamento ai dipendenti. E nell’incontro, come in passato, riteniamo che ci possa essere un loro intervento risolutivo in qualità di committenti». (a.f.)
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