Molesta bimba di 10 anni, condannato

26 Settembre 2019

Tre anni e quattro mesi al pakistano che a Montorio avvicinò la piccola mentre stava portando a spasso il cane

TERAMO. A raccontare per sempre quegli interminabili minuti resteranno le urla di una bambina di 10 anni e la rabbia disperata di due genitori. Il resto è una sentenza di condanna a tre anni e quattro mesi per un 36enne pakistano accusato di aver molestato la piccola. L’uomo Moazzam Raza, 36 anni, all’epoca dei fatti richiedente asilo politico e ospitato in un centro di accoglienza, attualmente è in carcere.
Per lui il gup Roberto Veneziano ha disposto anche l’espulsione dal territorio italiana una volta espiata la pena e l’interdizione a vita dai pubblici uffici.
La sentenza è stata emessa al termine di un rito abbreviato durante il quale il pm Enrica Medori aveva chiesto una condanna a cinque anni e quattro mesi per l’imputato (assistito dall’avvocato Eleonora Lauletta). I genitori della piccola si sono costituiti parte civile rappresentati dall’avvocato Franco Patella. I fatti contestati sono avvenuti a Montorio nel maggio del 2108. Secondo la ricostruzione fatta all’epoca dai carabinieri, quella mattina di domenica la bambina stava portando a spasso il cane a pochi metri dalla sua abitazione e qui sarebbe stata avvicinata dal giovane pakistano che l’avrebbe prima bloccata abbracciandola e poi l’avrebbe molestata sessualmente. Le urla della piccola avevano fatto subito scattare l’allarme della mamma (l’abitazione, infatti, si trova in prossimità dell’area scelta per fare la passeggiata con il cane) che aveva subito chiamato il 112 raccontando quello che era successo e facendo una esatta descrizione del ragazzo. Una descrizione che in poco tempo aveva portato i militari nel centro di accoglienza di Montorio.
Il giovane venne rintracciato poco dopo proprio nel centro di accoglienza che si trova a pochi metri dal posto in cui la bambina era stata avvicinata e in cui il 25enne era ospite dal 2016 «senza mai aver creato problemi» riferirono all’epoca i volontari del centro ai carabinieri. Le motivazioni della sentenza tra sessanta giorni.
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