Molinari abbattuta e ricostruita: polo scolastico per 810 alunni

Presentato il progetto di fattibilità tecnico economica per l’opera finanziata per oltre 9 milioni di euro Ci saranno 3 blocchi con accessi da via Po e piazza Aldo Moro. Previsti mensa, biblioteca e auditorium
TERAMO. Un progetto ambizioso che inizia a muovere i suoi primi passi proponendosi di consegnare a Teramo un polo scolastico moderno, antisismico, efficiente sotto il profilo energetico, aperto alla città e capace di accogliere fino a 810 bambini e ragazzi dal nido ai 14 anni. È la scuola Renato Molinari del domani così come immaginata dall'amministrazione comunale e dai tecnici che ieri hanno illustrato il progetto di fattibilità tecnico economica del nuovo polo scolastico: uno step che rappresenta l'avvio di un processo che poggia sui fondi sisma (la scuola è infatti inserita nell'ordinanza numero 6 per la ricostruzione) per oltre 9 milioni di euro.
Abbattere e ricostruire: questa è l'idea perseguita dai progettisti che l'hanno ritenuta più vantaggiosa ed economica rispetto a una riqualificazione dell'edificio esistente. Questo ha portato ad elaborare un assetto totalmente nuovo degli spazi, pur mantenendo immutati i metri quadrati da utilizzare. Il polo scolastico avrà tre blocchi, a formare una “U”, con accessi da via Po e da piazza Aldo Moro; sono previsti spazi verdi e panchine all'ingresso, pannelli fotovoltaici sui tetti, assenza di barriere architettoniche. Il primo blocco ospiterà la mensa, la cucina, una biblioteca e un auditorium con 75 posti. Spazio, questo, che sarà aperto alla comunità anche per attività culturali e sociali.
Il secondo blocco si svilupperà su tre livelli ed accoglierà servizi al pian terreno e aule ai piani superiori per studenti della primaria (fino a 225 alunni) e secondaria di primo grado (fino a 375 alunni). Il terzo blocco sarà dedicato alla fascia 0-6 anni: saranno 60 i posti al nido e 150 nella scuola dell'infanzia. Il polo avrà laboratori, ascensori, un piano interrato con parcheggio e camminamenti di collegamento fra tutti e tre i blocchi. Il piano interrato è stato pensato anche come possibile centro operativo comunale (Coc) in caso di emergenze, dunque con finalità di protezione civile. L'ingegner Pierluigi Manetta (responsabile unico del procedimento del Comune), che ha illustrato il progetto insieme al sindaco Gianguido D'Alberto e all'assessore ai lavori pubblici Giovanni Cavallari, ha sottolineato l'elevata sicurezza sul fronte sismico del nuovo polo scolastico e i consumi energetici vicini allo zero. L'intervento non riguarderà la palestra che resterà così com'è, con piccoli lavori di restyling. «Questo progetto è importante, fra i più belli di tutta la nostra amministrazione e ne andiamo orgogliosi. Quello che nascerà in piazza Aldo Moro sarà un polo innovativo sul quale si inizierà a lavorare quando saranno ricostruite le scuole San Giuseppe e Savini i cui alunni sono attualmente nella Molinari», ha commentato Cavallari, «l'importanza di questo progetto sta anche nel fatto che andrà a riqualificare l'intero quartiere e con esso il polo sarà ancora più integrato e connesso».
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