Molo nord, passaggio pedonale lasciato tra rifiuti e incuria

Plastica e reti arrugginite abbandonati tra i massi Il presidente dell’Ente porto: «I cittadini siano più civili»
GIULIANOVA. Fornacelle abbandonate, plastica, reti arrugginite e verde incolto tra gli scogli della passeggiata pedonale del molo nord: ecco quello che viene buttato tra gli enormi massi della parte nord del porto, quella cioè, che si affaccia direttamente sulla spiaggia e poi sul mare. L’ingresso del camminamento è chiuso da un cancello, anche se è possibile accedervi da alcune porte ricavate nel muro che divide la parte nord dal porto vero e proprio. Questa parte, tuttavia, non è molto frequentata (anche perché l’odore non è dei più gradevoli) ed è dunque meta di incivili che gettano lì rifiuti ingombranti. «L’Ente porto», spiega il presidente Paolo Vasanella, «ha stipulato una convenzione col Comune di Giulianova, per quanto riguarda la pulizia, da 20 mila euro l’anno. Il Comune poi ha affidato l’incarico alla Giulianova patrimonio». Ma il presidente dell’Ente porto non ci sta a sentirsi dire che il porto è sporco, soprattutto perché è un bene della città e, anche chi inquina gettando rifiuti, in realtà fa un danno a Giulianova stessa. «Il nostro», continua Vasanella, «è uno dei porti più puliti della costa e non si può dire che sia sporco: abbiamo abbellito la banchina di riva con le panchine e le fioriere e adesso andremo a fare degli interventi al molo sud. Adesso, comunque, segnalerò la situazione al dirigente comunale». Anche l’Ente porto ha un suo operaio che si occupa della pulizia e della sicurezza del porto, ma solo fino a fine anno, quando cioè, il dipendente andrà in pensione. «Voglio rivolgere un appello a tutti i cittadini», conclude il presidente, «affinché capiscano che, sporcando e gettando rifiuti, fanno un male al porto e alla loro città. Cerchiamo di collaborare tutti e tenere pulito altrimenti non si fa che mettere in cattiva luce una realtà bella e sana come l’Ente porto. Avvertirò anche il comandante della Capitaneria di porto affinché incrementi la sorveglianza».
Margherita Totaro
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