Montauti: unendo le forze si farebbero cose enormi

Il patron è stanco ma non molla: «Ci vorrebbe una fondazione per l’evento» Ci sono debiti per 650mila euro, un aiuto dal governo li tapperà in parte
TERAMO. Il patron della Coppa, Pierluigi Montauti, in attesa che arrivi in piazza la sfilata se ne sta da solo, appoggiato al palco delle autorità, con espressione meditabonda. Mai come quest’anno avviare il torneo è stato un miracolo tra problemi interni all’organizzazione (l’Interamnia handball ha perso collaboratori importanti) e difficoltà delle istituzioni (i guai dell’amministrazione comunale). È vero che è in arrivo dal governo un contributo di 400mila euro alla Coppa che servirà a tappare non pochi “buchi”, ma Montauti appare provato e non lo nasconde. «Sì, sono stanco», dice.
Se gli si chiede a bruciapelo se la Coppa ha un futuro, “il professore” risponde con un auspicio: «Credo che dovrebbe continuare», dice. È una non risposta, ma rende l’idea della situazione. Negli ultimi anni, da quando le sponsorizzazioni alle società sportive sono diventate più difficili e i contributi istituzionali si sono ridotti fino a toccare lo zero, la Coppa ha cominciato ad accumulare debiti che Montauti quantifica in 650mila euro. Questo ha comportato pesanti esposizioni personali dei soci dell’Interamnia e in qualche modo li costringe a continuare la manifestazione, che grazie alle iscrizioni delle società ha introiti per circa 200mila euro a edizione. Certo, negli anni è diventato impossibile sostenere i numeri enormi del passato. Il record venne toccato nel ’92: 420 squadre e 10mila atleti, che erano alloggiati in 33 comuni. «Non riesco a capire ancora oggi come facevamo», sorride Montauti. Quest’anno, tanto per capirci, le squadre sono 110 e gli atleti 1.500. Ma, all’epoca, Pantalone pagava. «Sì, c’erano i soldi degli enti», conferma il patron.
Montauti, tuttavia, continua a ritenere che la manifestazione abbia delle potenzialità inesplorate e che, facendo le cose in un certo modo, potrebbe decollare verso vette impensabili. «Noi abbiamo contatti eccezionali nel mondo della pallamano», dice, «e qui a Teramo ci sono tante associazioni. Se si unissero le forze si potrebbero fare delle cose enormi, se si creasse una Fondazione, o comunque un organismo dedicato, la Coppa potrebbe durare tutto l’anno. Invece qui sono sempre tutti gli uni contro gli altri, è questo il nostro limite».
Oggi sarà in città, ospite dell’Interamnia, il presidente del Coni Giovanni Malagò. Probabilmente annuncerà un aiuto alla manifestazione e parlerà della possibile creazione di un centro federale di pallamano a Teramo. Basterà per salvare la Coppa? (d.v.)
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