Montepagano, i cittadini bloccano l’antenna 5G

Dopo la protesta dei residenti arrivano i vigili e fermano i lavori decisi da Iliad perché non ci sarebbe l’autorizzazione del Comune. Nasce un comitato
ROSETO. Sale la protesta dei cittadini di Montepagano, soprattutto dei residenti in via San Rocco, per i lavori della società Iliad che sta installando una nuova antenna per il 5G in un terreno vicino alle abitazioni. Insieme a loro ieri mattina c'era anche il consigliere di maggioranza Simone Aloisi, anch'egli residente in via San Rocco, che ha chiamato i vigili urbani per bloccare i lavori. «Ho avvisato la polizia municipale che è arrivata immediatamente sul posto per fermare i lavori», dice Aloisi, «in quanto la ditta stava procedendo senza alcuna autorizzazione da parte del Comune. Si è deciso poi di costituire un comitato di cittadini».
Dunque la compagnia di telefonia Iliad avrebbe iniziato i lavori dieci giorni fa senza consultare il Comune. Va tuttavia ricordato che il decreto legislativo numero 198 del 2002, noto come Decreto Gasparri o decreto “salva antenne”, che semplifica e velocizza l'installazione delle antenne per la telefonia mobile sul territorio nazionale perché questi interventi sono considerati strategici per il territorio al pari di altre opere. Molti cittadini però, come già accaduto negli anni passati per altri impianti, sono contro l’opera. «Queste antenne sono troppo vicine alle abitazioni», hanno commentato diversi residenti, «tra l’altro pare che ci debba essere una distanza minima di almeno 70 metri tra l’antenna e le case. Possibile che si pensi sempre agli interessi di pochi, ai soldi, e mai ai diritti dei cittadini?». Inoltre una cittadina che abita nei pressi dell'antenna ha inviato una lettera alla società Iliad, e per conoscenza al Comune, per segnalare lo smottamento del terreno dove è stata installata l'antenna che ha causato crepe alle abitazioni. C'è poi il discorso degli eventuali effetti di queste antenne sulla salute, tutti da verificare però.
«In questa via nel giro di sei anni», aggiungono i residenti, «ci sono stati diversi casi di tumore, circa 15, e altre malattie, anche a danno di persone giovani». Nel 2004 ci fu un sit-in dei cittadini capitanati dal combattivo Pio Rapagnà per ben cinque mesi, da maggio a settembre, giorno e notte, per bloccare i lavori dell'installazione delle antenne, e nel 2014 l'amministrazione Pavone riuscì a smantellare il traliccio esistente. Si parlò anche di un progetto per creare un orto botanico e rivalutare dunque quella zona, una delle più belle di Montepagano. Un anno fa inoltre la consigliera d’opposizione Rosaria Ciancaione presentò in consiglio comunale una mozione per approvare il piano delle antenne e bloccare la sperimentazione della tecnologia 5G sul territorio comunale, ma fu bocciata.
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