Montorio, a fine mese dieci casette Sae

Sono quelle destinate alle famiglie terremotate di Villa Maggiore. In totale ci sono ancora 782 sfollati
MONTORIO. Sono state ultimate le dieci casette Sae (soluzioni abitative emergenziali) di Villa Maggiore, piccola frazione che si trova a qualche chilometro da Montorio, destinate alle famiglie terremotate. Di fatto erano già pronte lo scorso 14 aprile, quando furono inaugurate le 44 casette Sae di Montorio capoluogo, mancavano solo alcune opere di urbanizzazione che sembrava potessero essere completate nel giro di una ventina giorni, giusto il tempo di ottenere le autorizzazioni mancanti dell’Anas, per oltrepassare la strada per allacciare i sottoservizi, e dela società del gas Sgi per l’attraversamento delle tubature dell’alta pressione del gas. I tempi, invece, si sono allungati fino ad arrivare ad oggi.
Dopo gli allacci delle utenze da parte dell’acquedotto del Ruzzo, «nei prossimi giorni», ha spiegato Caterina Mariani, ingegnere del Comune di Montorio, «ci sarà la posa dei contatori da parte dell’Enel per luce e gas e successivamente la loro attivazione, per passare alla prima accensione delle caldaie e alla pulizia finale». Considerato che di mezzo c’è Ferragosto, la consegna delle casette Sae alle dieci famiglie assegnatarie sicuramente slitterà alla fine del mese, se non saleranno fuori ulteriori intoppi al momento non prevedibili.
Intanto, però, è ancora alto il numero delle persone fuori casa per via del terremoto: sono 782, di cui 613 stanno usufruendo del contributo di autonoma sistemazione (Cas) e le restanti 169 sono ancora ospitate nelle strutture alberghiere. Sembra per fortuna risolto il problema degli invenduti, ovvero di quegli appartamenti disponibili che devono essere acquisiti dalla Regione, che a sua volta li dà in uso ai Comuni per assegnarli agli sfollati. «Il Cor (Centro operativo regionale per il sisma, ndr)h a effettuato qualche giorno fa i sopralluoghi», ha spiegato ancora Mariani «per verificarne i requisiti autodichiarati dai proprietari. Il passo successivo è dunque quello della graduatoria definitiva, che dovrebbe uscire entro fine agosto. A quel punto avverrà la formale consegna da parte della Regione al Comune».
L’idea dell’invenduto, per il sindaco Ennio Facciolini, è buona per evitare di realizzare nuovi Sae ed utilizzare comunque l’esistente: «Nel nostro caso la palazzina Porcinari è già pronta per la consegna immediata di 11 appartamenti, che potrebbero risolvere il problema delle richieste avvenute successivamente e che al momento non sono state evase». Ma serviranno comunque altri appartamenti, per i quali l’amministrazione comunale si sta già muovendo.
Catia Di Luigi
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