Montorio, aperto in centro il primo cantiere del sisma 2009

25 Agosto 2018

È un aggregato con esito “B” in cui vivevano dieci famiglie, sarà ristrutturato con 337mila euro Nel comune devono partire 70 interventi simili. Una sfollata di 87 anni: «È ora di tornare a casa»

MONTORIO AL VOMANO. A quasi dieci anni dal sisma dell’Aquila è partito il primo cantiere di ricostruzione di un aggregato del centro storico di Montorio al Vomano. Una notizia che, nell’evidenziare la lentezza delle istituzioni, riporta comunque un po’ di speranza tra i cittadini del comune teramano più colpito dal terremoto del 2009, dove tanti sfollati sono ancora fuori casa dopo nove anni e dove il bilancio si è aggravato con gli eventi sismici del 2016-2017. Sono circa settanta gli aggregati dei centri storici del capoluogo e delle frazioni che necessitano di interventi di ricostruzione.
La pratica del complesso di corso Valentini è stata la prima rilasciata dall'Utr per il centro storico per un importo di 337.822,11 euro. L'aggregato è costituito da più unità immobiliari e aveva riportato l’esito “B” di parziale inagibilità nel 2009, con il conseguente allontanamento per motivi di sicurezza della decina di famiglie che lo popolavano. Da allora nell’aggregato in questione non c’è stato nessun aggravamento con gli ultimi terremoti e questo ha reso possibile che l'iter facesse il suo corso.
«Questo è il primo cantiere che riusciamo a far partire ed entro la fine dell’anno ne partiranno altri due», spiega il sindaco Ennio Facciolini, «in questo caso il presidente del consorzio Marcello Catini e i tecnici progettisti (Franco Bertali, Mauro Quaranta, Concetta Calisti e Tonino Di Giammarco, ndc) hanno lavorato molto bene e quando si lavora bene i risultati arrivano». Il primo cittadino da poco insediato ha convocato un incontro proprio per velocizzare la ricostruzione. «Ho dato tutto il mio supporto e ho fatto capire che chi va a rilento deve fare un’inversione di rotta», continua, «ho sollecitato la Protezione civile a terminare le messe in sicurezza incomplete e a effettuare delle demolizioni e ho inviato a tutti i presidenti delle schede per sapere lo stato di fatto dei progetti, perché ora è necessario un cronoprogramma per scaglionare la partenza dei cantieri nei centri storici. Bisogna garantire la vitalità ma anche la sicurezza, con il mantenimento di tutte le vie di fuga in caso di emergenza. La gente deve rientrare nelle case, Montorio deve tornare a vivere e cercheremo di fare il possibile».
I diretti interessati sono i primi a gioire dell’avvio dei lavori. «Spero tanto di poter tornare presto nella mia casa», confida Maria Restauri, 87anni, che dal 2009 vive in un Map (modulo abitativo provvisorio). «Sto bene qui e proverò un po’ di tristezza ad andare via perché la casetta è stata una salvezza, ma casa mia è casa mia e non vedo l’ora di tornarci». La signora Maria ha vissuto una vita nella casa di corso Valentini e lì ha lasciato tutti i suoi ricordi. «Quando mi dissero che sarei dovuta andare via mi cadde il mondo addosso e piansi tanto, non volevo andarmene», prosegue, «quella è sempre stata la casa dei miei sogni. Lì ho vissuto con il mio amato marito e cresciuto da sola, dopo essere rimasta vedova a 46 anni, i miei sei figli. Mi manca ogni angolo della mia casa, mi mancano la “Piazza corta” dove mi affacciavo al balcone e il centro di Montorio».
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