La polemica

Montorio. Cgil e Belle Ciao: «Dimissioni immediate per Altitonante»

18 Giugno 2026

Il sindacato e il coordinamento femminista chiedono al sindaco di fare un passo indietro

TERAMO

La vicenda montoriese vede l’intervento anche della Cgil di Teramo e del coordinamento Belle Ciao tramite la referente Alessandra Palombaro. Le parole pronunciate dal sindaco Fabio Altitonante nei confronti della consigliera Alessia Nori sono definite «incompatibili con il ruolo che un rappresentante delle istituzioni è chiamato a svolgere. Non siamo di fronte a una semplice intemperanza verbale. Siamo di fronte all’idea che chi governa possa permettersi di umiliare chi dissente. È esattamente il contrario della cultura costituzionale sulla quale si fonda la nostra Repubblica». Cgil e coordinamento richiamano la Costituzione e i diritti di chi sta in minoranza, di chi esercita il diritto di critica e di opposizione. «È questo il principio che ogni sindaco o sindaca dovrebbe praticare ogni giorno. Ancora più grave è che quelle parole siano state rivolte a una donna, richiamando stereotipi e modelli culturali che relegano ancora oggi le donne a ruoli subordinati quando osano prendere parola, contestare e partecipare pienamente alla vita pubblica», scrive Palombaro.

Dal sindacato l’invito ad Altitonante ad assumersi la responsabilità politica di quanto accaduto: «le giustificazioni che oggi consegna in un video, invitando a contestualizzare quelle parole (“persona di spessore zero” “non hai preso nemmeno i voti dei parenti e stai ancora qui a farci le lezioncine” “prendi la scopa e impara a fare qualcosa”), non sminuiscono minimamente l’atteggiamento prepotente e patriarcale. Le sue dimissioni sarebbero un atto coerente, perché in democrazia esistono comportamenti che non possono essere giustificati dal consenso elettorale. Anche chi avesse ottenuto il 100% dei voti è comunque vincolato al rispetto della dignità delle persone, dei principi costituzionali e del ruolo delle istituzioni». Cgil e Belle Ciao richiamano poi un altro caso montoriese: la presenza in giunta, nel primo mandato, del vice sindaco Francesco Ciarrocchi nonostante la condanna in primo grado per abusi sessuali su una ragazza. «Non una parola e lasciato a svolgere il ruolo fino alla fine», dice il sindacato bollando il comportamento di Altitonante verso Nori «gravemente discriminatorio, autoritario e profondamente lesivo dei principi costituzionali».