Montorio, lo Stù riconosciuto dall’Unesco

8 Settembre 2023

L’antico gioco a carte è stato definito «buona pratica per la salvaguardia del patrimonio culturale»

MONTORIO. Lo Stù, il tradizionale, storico e originale gioco di carte di Montorio, è stato riconosciuto buona pratica per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale e inserito nel registro delle buone pratiche dell’Unesco.
Un riconoscimento ottenuto unitamente al Tocatì, il programma condiviso per la salvaguardia degli sport e dei giochi tradizionali e come unica rappresentanza in Abruzzo tra 27 comunità ludiche in Italia. La cerimonia è avvenuta martedì nella sala Spadolini del ministero della Cultura a Roma con la consegna della pergamena di iscrizione dal sottosegretario di Stato con delega Unesco Gianmarco Mazzi a Graziano Di Luigi, il presidente de “Il Colle e il Solleone”, l’associazione montoriese che si occupa di salvaguardare e tramandare il gioco, e alla presenza anche del vice-presidente Dino Mazza. Presenti anche i partner internazionali del progetto, il sindaco di Verona Damiano Tommasi, la delegata Regione Veneto Fausta Bressani e il presidente dell’associazione organizzatrice del Tocatì, Giorgio Paolo Avigo: lo Stù ha rappresentato per tre anni la regione Abruzzo al Festival internazionale dei giochi di strada di Verona dove si è fatto apprezzare tanto da essere inserito nel Tocatì e con un progetto culturale che coinvolge anche le scuole tra “Il Colle e il Solleone” e l’associazione di Verona “Giochi antichi”. Una grande emozione per la comunità montoriese dove il gioco è un importante simbolo di appartenenza. Risalente al 1300 quando veniva praticato con oggetti di legno, lo Stù di oggi si gioca con le regole scritte, le singolari carte della tradizione del 1700 e con forti tinte di montoriesità rappresentate da un colorito gergo in dialetto per indicare le figure sulle carte che anima e rende unica ogni partita – “lu gnaff”, “lu bbum”, “lu mascaraun”, “la lambratt”, “la gnaffat", “la bummat”, “lu cuc” - e con alcuni termini che sono stati mutuati nel linguaggio comune. Lo Stù, quindi, come parte integrante di una comunità e varie sono le iniziative come il Gran Torneo di Natale che l’anno scorso ha visto la partecipazione di oltre mille concorrenti e i tornei per i ragazzi. «La nostra associazione ha fatto e farà di tutto per promuovere sempre di più lo Stù che è parte integrante della storia, tradizione e cultura sociale montoriese» ha detto Di Luigi.
Adele Di Feliciantonio