Montorio, messa in tenda

9 Dicembre 2016

Il parroco: «Speriamo che per il 25 riapra San Rocco»

TERAMO. «Speriamo di farcela per Natale, ma sarà difficile». Don Nicola Iobbi, storico parroco di Montorio al Vomano, non perde la speranza di celebrare la messa di una delle feste più importanti per la cristianità nella chiesa di San Rocco. In paese, dopo il sisma del 30 ottobre, non c’è più uno spazio consacrato per le celebrazioni. Sacerdoti e fedeli sono costretti ad arrangiarsi sotto un tendone montato nel parcheggio ai margini del centro storico. «La situazione è molto complicata», spiega don Nicola, «possiamo solo augurarci che si faccia in tempo a mettere in sicurezza San Rocco». Nella zona di Torricella Sicura si sono salvate dal terremoto due piccole chiese a Piano Grande e Villa Tofo. «Le usiamo per battesimi, cresime e altri sacramenti», sottolinea il parroco don Enzo Manes, «ma non bastano per le messe domenicali e più affollate». Le celebrazioni si tengono nel salone che fa parte della sede del Comune e dove i fedeli si ritroveranno anche la notte di Natale. La chiesa madre dedicata a San Paolo, infatti, è inagibile per le gravi lesioni riscontrate nelle pareti dell’abside. «Ci vorranno centinaia di migliaia di euro per ripararla», spiega don Enzo, «non sappiamo come venirne fuori, ma cerchiamo di tenere alto il morale». A Campli l’amministrazione comunale ha messo a disposizione del parroco don Adamo Varanesi l’antica chiesa della Madonna degli Angeli trasformata in sala conferenza. «Abbiamo uno spazio per le celebrazioni», afferma il sacerdote, «ma è piccolo e tanti fedeli restano fuori, al freddo». (g.d.m.)

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