Montorio è in ginocchio: 450 sfollati

L’appello di sindaco e vice: «Abbiamo pochi volontari, con le nostre forze non riusciamo più ad andare avanti»
MONTORIO. Sale a 450 il numero degli sfollati a Montorio, forse il comune del Teramano più colpito dal terremoto con 215 edifici inagibili. Un numero che, purtroppo, è destinato ad aumentare giorno dopo giorno. «Siamo in ginocchio a livello strutturale ed economico-commerciale», è il grido di allarme lanciato dal primo cittadino Gianni Di Centa, che ha sottolineato con non poca preoccupazione come i sopralluoghi non siano ancora iniziati.
Visto lo sciame sismico la Protezione civile non invia, infatti, ancora tecnici addetti alle verifiche dell’agibilità. I primi sopralluoghi effettuati in questi giorni dai tecnici del Comune nel capoluogo e in alcune frazioni erano finalizzati alle verifiche di situazioni di pericolo crolli. Ieri, intanto, i tecnici hanno ispezionato le scuole riscontrando qualche problema, motivo questo che molto probabilmente farà slittare la riapertura prevista per lunedì.
Aumentano di giorno in giorno anche le zone rosse. Alle già note zone off limits dei centri storici di Montorio, Faiano e Leognano, si sono aggiunte nella sola giornata di ieri due nuove zone rosse nel centro storico di Collevecchio e in quello di Case Vernesi. «Purtroppo», ha aggiunto l'assessore alla Protezione civile Andrea Guizzetti, «nessuno pensa che l'Abruzzo sia stato colpito dal terremoto. Noi abbiamo rispetto per i terremotati di Marche ed Umbria, ma anche qui ci sono situazioni gravi, di cui il Governo deve prendere piena coscienza». Continua intanto l'assistenza agli sfollati. Al momento sono 70 le persone con anziani e disabili assistite negli alberghi di Alba Adriatica e Roseto, mentre circa 200 persone hanno trovato accoglienza al Palazzetto dello sport, dove vengono serviti anche pasti caldi preparati nella cucina da campo gestita dai volontari. In molti hanno scelto l'autonoma sistemazione o sono ospitati da parenti ed amici. «In questo momento oltre alla prima assistenza», ha proseguito Guizzetti, «abbiamo bisogno di personale aggiuntivo, perché con i nostri pochi tecnici del Comune, fra l'altro in servizio anche domenica e il giorno di tutti i Santi, non riusciamo a fronteggiare un'emergenza così grossa. L'assistenza è portata avanti interamente dai volontari. Stiamo chiedendo nuovo personale volontario per dare il cambio a chi è in servizio dal 30 ottobre a spese proprie, poichè in ferie, ma dalla sala operativa nessuna risposta». Parole dure quelle del vice sindaco, rafforzate da chi sta vivendo sulla propria pelle il dramma di essere sfollato. «Lo Stato non c'è», ha detto con forza una giovane donna, ospite al palazzetto dello Sport, che vuole mantenere l'anonimato, «noi siamo terremotati come gli altri. Non ci sono sfollati di serie a e di serie b. Il presidente D'Alfonso si è presentato qui mercoledì per un'apparizione di pochi minuti ed è fuggito via. Lo invitiamo a tornare per guardarci negli occhi». E una donna di mezza età a raccontarci la sua storia: «La mia casa in pieno centro storico a Montorio, dopo il terremoto del 2009 era una b; con il sisma del 24 agosto è stata classificata come e con il rischio demolizione. Vedere oggi la mia casa così quando si poteva intervenire è un peccato. E allora lo Stato non aspetti altri 7 anni e soprattutto non attenda altri morti».
Tanti sono i residenti del centro storico ospitati nel campo dove fino a pochi giorni fa giocava il Montorio Volley. Ludovica (73 anni) confessa di aver paura per le crepe della scalinata della sua abitazione in via Enzo Ferrari (palazzine di nuova costruzione). Carmela, 76 anni, e il marito di Silvio di 80, invece, hanno dovuto lasciare la loro abitazione in via Beretra perché zona rossa. «La nostra casa non ha subito danni», raccontano, «ma c'è il rischio crollo di quelle accanto». Con loro anche il figlio Graziano, che non manca di sottolineare un aspetto positivo: «Anche questa è un'esperienza che aiuta l'integrazione. Ho avuto modo, in questi giorni, di conoscere qui al Palazzetto non pochi stranieri che vivono a Montorio. Brave persone». Tra una storia e l'altra si muovono fra i tanti anche i volontari dell'unità territoriale Montorio-Teramo-Castelnuovo "Nati per leggere" che, con la magia delle favole, cercano di regalare qualche oretta di serenità ai piccoli ospiti , alternandosi con i clown giocolieri dell'associazione montoriese Tric Trac.
Catia Di Luigi
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