Montorio, è una giornata speciale Pasquale e Teresa: 72 anni insieme

15 Agosto 2021

Lui è un 97enne e lei una 91enne che dopo aver festeggiato le nozze di ferro puntano al platino: «La vita va vissuta giorno per giorno assaporando soprattutto le piccole cose del quotidiano» 

MONTORIO. Da due anni hanno festeggiato le nozze di ferro e ora puntano a quelle di platino(75 anni di matrimonio). Loro sono Pasquale Aristeo e Teresa Di Stefano, 97 anni lui e 91 anni lei, di Montorio, che oggi festeggiano ben 72 anni di matrimonio.
Un passato da macellaio lui, casalinga lei, si sono sposati il 15 agosto del 1949 e da allora hanno ancora negli occhi e sul volto la complicità che li ha portati a costruire una bella famiglia rallegrata dai figli Pietrino e Lorenzo e dai nipoti Pasquale e Gilberto.
Partito da appena 4 mesi, l'8 settembre del 1943 Pasquale, che indossava il cappello da alpino, si trovava a fare il campo a Trieste. «Stavamo facendo l'adunata quando arrivò la notizia della firma dell'armistizio», racconta, «e un capitano ci disse “Anche io sono contento che è arrivato l'armistizio».
Spogliato della divisa militare e deposte le armi e le munizioni Pasquale, che era partito il 10 maggio del 1943, fuggì sul primo treno che partiva verso casa e tornò nella sua Montorio dove qualche tempo dopo avrebbe incontrato e sposato la donna della sua vita.
«Qui in contrada Luco», prosegue il racconto senza sosta, «per un anno non dormimmo mai a casa. I tedeschi se ti prendevano ti facevano prigionieri. Se poi avevi con te le armi ti uccidevano. Dormivamo fuori, in un vecchio pagliaio, lassù dove ora c'è un ristorante». Pasquale e la sua famiglia si sentivano al sicuro, perché un attendente montenegrino dormiva più a valle, in un pagliaio vicino la vigna. «Era molto cattivo», ricorda, «per questo, i tedeschi non si avvicinarono e nemmeno i partigiani. Dormi' qui per un'annata buona. Durante il giorno si tornava a casa e si lavorava, mentre la sera c'era il coprifuoco».
All'epoca non era ancora fidanzato con Teresa che abitava in un casolare vicino. «Ci incontravamo spesso fuori all'aperto, ma lei era più piccola di sei anni. È stato dopo la guerra che ho iniziato a corteggiarla e poi è arrivato il momento del fidanzamento e delle nozze». Fidanzati per due anni, nel 1949 decisero di sposarsi. All’epoca Teresa, ultima di nove figli, motivo questo per cui la mandarono a scuola solo per una settimana «perché dovevo andare a pascolare le pecore e così con mio grande dispiacere non so leggere e scrivere» aveva 19 anni, lui 25. Nel 1950 nacque il primo figlio Pietrino e nel 1958 Lorenzo. Anche Pasquale veniva da una famiglia numerosa: 5 maschi e 3 femmine. Per questo ha cominciato a lavorare prestissimo. «Per 40 anni ho fatto il macellaio in un mattatoio», racconta, «prima a Nerito, poi a Torricella e infine a Montorio»
Ma oltre al macellaio, Pasquale e Teresa hanno lavorato la terra e allevato gli animali. «La mattina ci alziamo alle 5», spiega guardando Teresa, «e alle 6 vado a falciare l’erba per gli animali. Avevamo 28 mucche prima, ora soltanto 10. Poi abbiamo 15 pecore e 6 maiali» Pasquale ancora esce per andare a piedi al mercato del mercoledì, rigorosamente solo. «Mi piace camminare», dice, «io uscirei a piedi da qui, ma i miei figli non vogliono».
Vaccinati entrambi, non hanno assolutamente paura del Covid. E dicono: «La vita va vissuta giorno per giorno assaporando le piccole cose».
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