Morì a 14 anni, una super perizia nel processo ai due medici

7 Febbraio 2018

Prima udienza per il caso di Lorenzo Panichi, il ragazzo di Tortoreto deceduto per la rottura dell’aorta L’accusa della Procura: venne dimesso dall’ospedale con una errata diagnosi di polmonite

SANT’OMERO. I passaggi di un procedimento giudiziario non leniscono il dolore di un padre e di una madre che hanno perso un figlio di 14 anni, ma scandiscono le tappe di una tragedia: quella di Lorenzo Panichi, di Tortoreto, morto il 28 agosto del 2015 per la rottura dell’aorta all’ospedale di Giulianova dove era arrivato in fin di vita dopo essere stato dimesso dall’ospedale Val Vibrata con, sostiene la Procura, una errata diagnosi di polmonite.
Ieri mattina è iniziato il processo ai due medici imputati ed è ipotizzabile che si vada verso una super perizia disposta dal giudice. A giudizio per omicidio colposo i medici Angelo Flavio Mucciconi, 55 anni, e Mariantonia Di Giandomenico, 59 anni, all’epoca dei fatti in servizio all’ospedale Val Vibrata. I familiari del ragazzo si sono costituiti parte civile assistiti dagli avvocati Paolo Foresta, Aldo Ambrogi e Pietro Sarti, mentre i medici sono difesi dagli avvocati Fabrizio Acronzio e Gianfranco Iadecola.
In quei giorni di agosto il ragazzo si era sentito male e i genitori lo avevano portato all’ospedale di Sant’Omero: aveva tosse e un persistente dolore alla spalla destra. I medici lo avevano visitato, sottoposto a degli esami e successivamente dimesso. A casa il ragazzo si era sentito nuovamente male, i familiari avevano chiamato l’ambulanza e il ragazzo era stato trasportato all’ospedale di Giulianova dove era arrivato in condizioni disperate. L’inchiesta scattò dopo la denuncia dei genitori. Inizialmente nel registro degli indagati venne iscritto anche un medico dell’ospedale di Giulianova per cui c’è stata un’archiviazione. Così ha scritto il pm nella richiesta di rinvio a giudizio dei due medici: «Per imprudenza, negligenza ed imperizia, nonchè per colpa specifica, consistita nella violazione delle norme dettate dall’arte medica secondo il miglior grado di scienza ed esperienza, omettendo di seguire un accurato monitoraggio delle condizioni cliniche di Lorenzo Panichi e un’adeguata valutazione della gravità del quadro clinico, diagnosticavano al paziente medesimo “polmonite dx”, quand’era invece in corso la rottura/dissezione a livello dell’arteria».
Sul caso si staglia l’esito della consulenza disposta all’epoca dal pm e firmata da Bruno Turinetto e Donatella Fedeli. Escludendo ogni responsabilità sia dell’equipe del 118 che dei medici dell’ospedale di Giulianova che presero in carico il ragazzo quando era ormai moribondo, la consulenza ipotizza responsabilità a carico dei medici di Sant’Omero. Arrivando a concludere che, in presenza di un corretto iter diagnostico, la rottura dell’aorta, in qual momento ancora in fase iniziale, si sarebbe potuta evitare con un tempestivo intervento di cardiochirurgia. Si torna in aula a maggio.(d.p.)
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