Morì bruciata lavorando in nero Montorio commemora Marisa

3 Maggio 2016

MONTORIO AL VOMANO. Gli occhi lucidi di una mamma, il ricordo commosso dei fratelli e di tutti i presenti e una corona che incornicia il nome di Marisa Ferrari sulla targa della piazza a lei dedicata....

MONTORIO AL VOMANO. Gli occhi lucidi di una mamma, il ricordo commosso dei fratelli e di tutti i presenti e una corona che incornicia il nome di Marisa Ferrari sulla targa della piazza a lei dedicata. Nel giorno della festa dei lavoratori l'amministrazione comunale di Montorio e il sindaco Gianni Di Centa hanno ricordato i caduti sul lavoro con la commemorazione di questa concittadina morta a soli diciotto anni. Una storia triste quella di Marisa, che insieme alla sua amica Caterina Trullo lavorava come operaia in una cantina - laboratorio clandestino a Montorio. Quel 18 luglio 1978 stavano scaldando la colla per confezionare delle borsette, ma qualcosa andò storto. Il benzolo che stavano usando si incendiò, le due ragazze furono investite dalle fiamme e restarono gravemente ustionate. Caterina Trullo si salverà mentre Marisa Ferrari con il corpo devastato al 70% lotterà per la vita cosciente e immobile in un letto di ospedale sotto gli occhi dei suoi cari, e morirà venti giorni dopo. Marisa, l’unica figlia femmina della signora Anna che la descrive «piena di vitalità, con tanti sogni e con un grande senso di responsabilità verso la famiglia», resta un esempio dei tanti caduti sul lavoro. «Una storia, quella di Marisa, e la sua commemorazione», ha commentato Di Centa, «che mi auguro facciano riflettere sul problema importante della sicurezza sul lavoro».

Adele Di Feliciantonio

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