Morra frena sull’arrivo dei sindaci in Fdi

Forti perplessità del dirigente nazionale di Fratelli d’Italia: «Ci sono soggetti che fino a ieri ci hanno osteggiato»
TERAMO. Non è saltato sulla sedia nel leggere della truppa di sindaci, molti dei quali vicino a Paolo Gatti, pronti a confluire in Fratelli d’Italia. Ma Giandonato Morra, membro dell’esecutivo nazionale di Fdi e pilastro del partito a livello provinciale, si dice sorpreso dei nomi che ha letto sul Centro di ieri. E sostanzialmente esprime forti perplessità sull’operazione gestita direttamente dal governatore Marco Marsilio e dal sottosegretario Umberto D’Annuntiis, pronto lui stesso ad aderire a Fratelli d’Italia. Un’operazione per ridimensionare il peso della Lega nella coalizione.
«Ero a conoscenza di alcuni movimenti ma rimango un po' sorpreso dai nominativi», esordisce Morra, «questa vicenda certifica la differenza di orientamento politico fra me, componente dell'esecutivo nazionale, e il presidente Marsilio, che è la mente di questa operazione, in quanto evidentemente lo stesso dimentica che in ossequio al mandato nazionale Fdi ha affiancato le altre liste del centrodestra contro la proposta di Costantini a sindaco. C'è stato un coinvolgimento di iscritti, ci sono state posizioni ben definite, che evidentemente sfuggono al governatore».
Il riferimento si spiega con il fatto che il sindaco di Giulianova sarebbe un pezzo da novanta del gruppo di sei sindaci e un vicesindaco pronti a entrare in Fdi. Jwan Costantini sarebbe seguito da Domenico Piccioni (Tortoreto), Dantino Vallese (Corropoli), Daniele Laurenzi (Nereto), Severino Serrani (Penna Sant’Andrea), Rosanna De Antoniis (Castel Castagna), oltre al vice sindaco di Basciano Ercole Di Filippo. Nomi che trascinerebbero anche vari consiglieri.
«La politica di un partito è fatta dal coordinamento regionale. Per tal motivo chiederò al coordinatore regionale Etelwardo Sigismondi una riunione immediata e urgente dello stesso per discutere le modalità e le qualità delle persone che improvvisamente si affacciano alla finestra di Fratelli d'Italia», incalza Morra, «Mi sembra che qualche nominativo fra quelli indicati si sia distinto negli anni per avversare le crescita di Fratelli d’Italia in provincia di Teramo, facendo di tutto perchè i candidati nelle varie occasioni politiche, regionali, amministrative non cogliessero risultati nei comuni di appartenenza. Tutto questo è accaduto fino a ieri mattina. Si può comprendere come la crescita del partito – dovuta esclusivamente alle qualità del leader Giorgia Meloni che ha fatto della coerenza e del rispetto dei territori la sua bandiera – faccia del nostro partito un traguardo appetibile a chi è abituato a cambiare casacca come le camicie. E' chiaro che questi ingressi sono stimolati a livello regionale, anche facilitando percorsi che portano a dare risposte sul territorio: questo è inaccettabile. E con grande dispiacere posso concludere queste mie amare considerazioni con un'affermazione che purtroppo sarà veritiera: questa operazione non sarà mai una addizione in provincia di Teramo. Di questa dovrà occuparsi anche il quadro nazionale perchè la crescita di un partito deve essere subordinata alla omogeneità di intenti, al rispetto delle regole e non ad associazioni temporanee».
Insomma, uno stop di un certo peso alla migrazione dei sindaci vicini a Gatti – che in cambio vedrebbe concretizzarsi l’incarico alla Corte dei Conti – proprio perchè opposto da un politico che ha una lunga storia e un largo seguito, basta considerare che nelle ultime politiche, come candidato alla Camera nel proporzionale, ha ottenuto 17mila voti, la settima percentuale migliore in tutta Italia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

