Morra: «Mai più con questo centrodestra»

Il coordinatore di Fratelli d’Italia pensa a liste civiche di area ma guarda anche verso sinistra
TERAMO. L’amministrazione comunale uscente e il centrosinistra sono «improponibili», ma per batterli serve «qualcosa di forte». Giandonato Morra, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, riassume in queste due espressioni il suo pensiero politico in vista di elezioni più o meno anticipate. La premessa dell’ex assessore regionale è che «bisogna ancora capire cosa ci sarà» perché l’orizzonte resta sfocato e la liquidità degli schieramenti tradizionali potrebbe disegnare scenari al momento incerti. Di sicuro però Morra, allo stato attuale, esclude accordi con le forze politiche dell’amministrazione uscente da cui il suo partito ha preso le distanze ormai due anni. «Se fossimo pronti ad andare con loro alle prossime elezioni», spiega Morra, «avremmo fatto meglio a restare in maggioranza e prenderci gli incarichi che ci hanno offerto». Il giudizio sull'amministrazione dallo strappo dell’estate 2015 ad oggi non è cambiato. «Ha governato male, ha distrutto la città», attacca l’ex assessore, «arroccando il centrodestra in un fortino che hanno trasformato in loculo». Nessuna possibilità di dialogo, insomma, con chi «ci ha preso per visionari quando abbiamo lasciato la maggioranza». A meno che gli alleati d’un tempo «non si cospargano il capo di cenere e ammettano che quello che dicevamo si è puntualmente avverato». L’orizzonte di Fdi-An, dunque, abbraccia per ora gli altri gruppi dissidenti dell’ex maggioranza. Il confronto è già avviato con “Al centro per Teramo” di Mauro Di Dalmazio e “Direzione Italia” dell’ex assessore comunale Rudy Di Stefano, ma lo sguardo di Morra si spinge anche oltre questo scenario “naturale”. Il malcontento suscitato l’amministrazione in carica e l’insofferenza per gli schieramenti tradizionali alimenta la spinta verso aggregazioni civiche a cui tendono anche consistenti pezzi del centrosinistra. Morra tiene d’occhio questi movimenti per coglierne gli sviluppi: «Vediamo a cosa porteranno,“come faccio a respingere o a sostenere quello che ancora non è definito?”. Una proposta alternativa, sebbene di matrice di centrosinistra, è già in lavorazione. L’addio di Gianguido D’Alberto al Pd ha dato impulso all'ondata di civismo che punta ad affermarsi nelle prossime elezioni come esperienza di rottura degli schemi politici consolidati a livello locale. Morra guarda con interesse a quest’operazione e non esclude neppure di esserne parte. «Gianguido è una persona onesta», sottolinea, «ma se lo appoggiassi dovrei dimettermi da coordinatore di Fratelli d’Italia». Il passo non sarebbe facile, ma per Morra il futuro è comunque fuori dal sistema che finora ha combattuto: «Seguire un'iniziativa culturale non significa sposare la sinistra, ma interessarsi a quel che succede in città e non dare nulla per scontato». (g.d.m.)
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