Morta in casa, l’autopsia non chiarisce il mistero

21 Luglio 2016

Alba, forse per la donna è stata fatale una intossicazione da farmaci ma per la certezza bisognerà attendere i risultati degli esami tossicologici

ALBA ADRIATICA. L’autopsia non chiarisce il giallo della donna trovata morta in casa ad Alba Adriatica: per avere certezze sulle cause, che potrebbero essere riconducibili ad una intossicazione da farmaci, bisognerà attendere i risultati degli esami tossicologici. L’autopsia, eseguita ieri dall’anatomopatologo Giuseppe Sciarra su delega del pm Stefano Giovagnoni, ha confermato l’assenza di segni di violenza sul corpo di Maria Rosaria Ranalli, la 47enne di Nereto che martedì mattina è stata trovata senza vita nell’appartamento di Alba in cui trascorreva un periodo di vacanza.

La morte risale alla notte tra lunedì e martedì, qualche minuto dopo che dal telefono della donna è partito un sms ad una persona che lei conosceva e in cui scriveva: «Sto male, sto tanto male». Poi si è accasciata a terra, in cucina. Martedì mattina a trovare il corpo è stato il padre della donna che, dopo aver cercato più volte di mettersi in contatto telefonicamente con la figlia ma senza avere nessuna risposta, è andato nell'abitazione di Alba, la casa di famiglia al mare dove la donna stava trascorrendo qualche giorno di vacanza. Ed è stato lui a fare la drammatica scoperta. L'allarme è scattato immediatamente e in poco tempo sul posto è intervenuta l'ambulanza del 118, ma per la donna ormai non c'era più nulla da fare. Su delega del pm, i carabinieri della compagnia di Alba hanno provveduto a sequestrare momentaneamente l'abitazione proprio per consentire di ultimare tutti i rilievi. E non solo. I militari, infatti, hanno anche ascoltato i familiari e i conoscenti della donna per ricostruire le ultime giornate trascorse nella casa di famiglia al mare. (d.p.)

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