Morta in sala operatoria: si torna davanti al gip

TERAMO. Torna davanti al giudice per le indagini preliminari (la nuova udienza il 9 febbraio con il gip Lorenzo Prudenzano) il caso della morte di Nadia De Prophetis, la donna di 43 anni di Arsita,...
TERAMO. Torna davanti al giudice per le indagini preliminari (la nuova udienza il 9 febbraio con il gip Lorenzo Prudenzano) il caso della morte di Nadia De Prophetis, la donna di 43 anni di Arsita, morta nel 2019 in una sala operatoria dell’ospedale Mazzini. Questo dopo che nella precedente udienza il giudice per le udienze preliminare Roberto Veneziano ha accolto le eccezioni sollevate dagli avvocati difensori dei 10 medici indagati rinviando il caso davanti al gip per una nuova udienza riservata all’opposizione alla richiesta di archiviazione fatta dalla Procura. Proprio su questo punto i difensori avevano sollevato eccezioni sostenendo che nella precedente, quella in cui un altro gip aveva accolto l’opposizione dei familiari della donna respingendo la richiesta d’archiviazione fatta dalla Procura, gli indagati non fossero rappresentati. Alla donna, sposata con un carabiniere, era stata diagnosticata una stenosi del piloro, cioè un restringimento della valvola posta fra lo stomaco e il duodeno. Una patologia che era stata trattata in endoscopia all’ospedale di Atri con la classica tecnica dei palloncini che dilatano la valvola. Ma successivamente il quadro clinico si era complicato per una fissurazione del piloro, per cui sempre ad Atri la paziente era stata operata. Ma l’operazione non era stata risolutiva e per questo la donna si era rivolta all’ospedale di Teramo dove è morta in sala operatoria la mattina del 7 febbraio del 2019. I familiari si sono costituiti parte civile: il marito assistito dall’avvocato Wania Della Vigna, gli altri assistiti dall’avvocato Guido De Luca. (d.p.)
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