Morte di Ceci, il pm dissequestra «Ma ora la strada va resa sicura»

4 Agosto 2024

A un anno dalla tragedia tolti i sigilli alla sterrata che da Pretara di Isola porta alle sorgenti del Ruzzo L’auto su cui viaggiava il direttore Poliservice scivolò in una scarpata per un cedimento del terreno

TERAMO. Un anno dopo quella drammatica giornata, la Procura ha dissequestrato la strada sterrata comunale che da Pretara di Isola porta alle sorgenti del Ruzzo e su cui Gabriele Ceci, 53enne conosciutissimo direttore della Poliservice, è morto nel luglio del 2023 nell’auto finita in una scarpata per un cedimento del terreno.
Il pm Francesca Zani, titolare del fascicolo, lo ha fatto con un provvedimento con cui ha disposto «interventi immediati per mettere in sicurezza la strada». Strada che, nel provvedimento, la Procura non ha esitato a definire poco più che «un sentiero escursionistico».
Via i sigilli, dunque, ma l’inchiesta giudiziaria non è ancora chiusa. Nel fascicolo ci sono due indagati per omicidio colposo: il sindaco di Isola Andrea Ianni e un tecnico dello stesso Comune. Un atto dovuto visto che all’epoca il magistrato ha disposto proprio una consulenza tecnica nel contraddittorio delle parti sulle condizioni della strada. Consulenza che avrebbe evidenziato la necessità di interventi di messa in sicurezza per la strada che porta alle sorgenti del Ruzzo. E proprio alle sorgenti del Ruzzo il 12 luglio dell’anno scorso era diretta la macchina Toyota Land Cruiser della Ruzzo Reti con Ceci a bordo scivolata in una piccola scarpata a causa, secondo una prima ricostruzione della dinamica fatta dai carabinieri, di un cedimento di parte della strada. Al momento dell’incidente Ceci viaggiava sul sedile passeggeri anteriore. A frenare la caduta nella scarpata della vettura fu un grosso albero contro cui il mezzo si appoggiò proprio dalla parte del sedile dove si trovava Ceci. L’autopsia ha stabilito che a causare la morte dell’uomo sia stata una contusione cardiaca dovuta al trauma toracico-addominale che il manager si è procurato quando è rimasto schiacciato tra la jeep su cui viaggiava, e dalla quale era appena sceso dopo l’uscita di strada del mezzo, e l’albero. Quel giorno su quella strada c’erano anche altre vetture della Ruzzo Reti visto che era in programma il sopralluogo alle sorgenti tra tecnici della Ruzzo e quelli della Poliservice, la società multiservizi per la Val Vibrata che si occupa del ciclo integrato dei rifiuti ma anche di altri settori tra cui interventi di edilizia e bonifica. La Procura sin dall’inizio ha stabilito di non procedere per omicidio stradale e nelle indagini delegate per la ricostruzione dell’incidente ha puntato da subito l’attenzione sulle condizioni di sicurezza della strada.
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