Morte di Ceci, nuove indagini: altri sei mesi per l’inchiesta

28 Agosto 2024

L’auto su cui viaggiava il direttore Poliservice scivolò in una scarpata per un cedimento del terreno Il sindaco di Isola del Gran Sasso e un tecnico del Comune sono indagati per omicidio colposo

TERAMO. La strada da poco è stata dissequestrata, ma le indagini della Procura continuano con ulteriori accertamenti. Un anno dopo la morte di Gabriele Ceci, 53enne conosciutissimo direttore della Poliservice deceduto nella macchina finita in una scarpata per un cedimento del terreno sulla sterrata comunale che da Pretara di Isola del Gran Sasso porta alle sorgenti del Ruzzo, il pm Francesca Zani ha chiesto e ottenuto una proroga di sei mesi di indagini. Molto probabilmente con l’obiettivo di disporre nuovi accertamenti per ricostruire al meglio la dinamica degli eventi di quel drammatico giorno del 12 luglio di un anno fa.
Il provvedimento segue di poco tempo quello con cui la stessa autorità giudiziaria ha dissequestrato la strada disponendo nel contempo quelli che nell’atto vengono definiti «interventi immediati per mettere in sicurezza la strada». Una strada che, nel provvedimento, la Procura non ha esitato a definire poco più che «un sentiero escursionistico».
Via i sigilli, dunque, ma l’inchiesta giudiziaria non è ancora chiusa. Nel fascicolo ci sono due indagati per omicidio colposo: il sindaco di Isola del Gran Sasso Andrea Ianni e un tecnico dello stesso Comune. Un atto dovuto visto che all’epoca dei fatti il magistrato dispose proprio una consulenza tecnica nel contraddittorio delle parti sulle condizioni della strada.
Consulenza che avrebbe evidenziato la necessità di interventi di messa in sicurezza per la strada che porta alle sorgenti del Ruzzo. E proprio alle sorgenti del Ruzzo il 12 luglio dell’anno scorso era diretta la macchina Toyota Land Cruiser della Ruzzo Reti con Ceci a bordo scivolata in una piccola scarpata a causa, secondo una prima ricostruzione della dinamica fatta all’epoca dai carabinieri, di un cedimento di parte della strada. Al momento dell’incidente Ceci viaggiava sul sedile passeggeri anteriore. A frenare la caduta nella scarpata della vettura fu un grosso albero contro cui il mezzo si appoggiò proprio dalla parte del sedile dove si trovava Ceci.
L’autopsia ha stabilito che a causare la morte dell’uomo sia stata una contusione cardiaca dovuta al trauma toracico-addominale che il manager si è procurato quando è rimasto schiacciato tra la jeep su cui viaggiava, e dalla quale era appena sceso dopo l’uscita di strada del mezzo, e l’albero. Quel giorno su quella strada c’erano anche altre vetture della Ruzzo Reti visto che era in programma un sopralluogo alle sorgenti tra tecnici della Ruzzo e quelli della Poliservice, la società multiservizi per la Val Vibrata che si occupa del ciclo integrato dei rifiuti ma anche di altri settori tra cui interventi di edilizia e bonifica.
La Procura sin dall’apertura dell’inchiesta ha stabilito di non procedere per omicidio stradale e nelle indagini delegate per la ricostruzione dell’incidente ha puntato da subito l’attenzione sulle condizioni di sicurezza della strada.
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