Morte di Diana, il papà non ha colpe

24 Marzo 2017

La Procura chiede l’archiviazione per il genitore che guidava la macchina finita contro un Tir: l’uomo si sentì male

TERAMO. Si sentì male per un’improvvisa ischemia e per questo perse il controllo dell’auto che guidava. Nessuna disattenzione, solo una drammatica casualità: così ricostruisce la Procura che chiede l’archiviazione.

Per un padre che ha perso la figlia di 9 anni gli obbligati passaggi giudiziari scivolano sulle ferite perchè nulla potrà mai essere come prima, ma la cronaca dell’incidente in cui morì la piccola Diana Scarpantonio scandisce nuovamente i tempi di una tragedia. Nei giorni scorsi il pm Andrea De Feis ha chiuso l’inchiesta sull’incidente che il 4 agosto dell’anno scorso avvenne sulla statale 150, in contrada Zampitto, quando la macchina guidata da papà Giulio finì improvvisamente sull’altra corsia scontrandosi prima contro un Tir e poi finendo fuori strada. In macchina c’erano sua moglie e le tre figlie. Diana, la più grande, morì sul colpo. Il resto della famiglia, residente a Basciano, finì in ospedale. Il codice penale ha le sue regole e il papà che era alla guida venne indagato per omicidio stradale: un atto dovuto. Con lui anche il conducente del Tir che quel drammatico pomeriggio fece di tutto per evitare la macchina, cercando di arretrare e stringendosi il più possibile al guard-rail. Al termine delle indagini, e con tutti gli accertamenti conclusi, il pm ha deciso di chiedere l’archiviazione per entrambi perchè per quell’incidente non c’è stata responsabilità di nessuno: solo una drammatica casualità. Ora la richiesta passa al gip cui spetta l’ultima parola. Tecnicismi giuridici che servono solo a scandire la cronaca. Tutto il resto lo raccontano le foto di una famiglia felice, di una brava mamma e di un bravo papà innamorati delle loro bambine e di un attimo che ha cambiato per sempre la loro vita.

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