Morti assiderati, chiesta l’archiviazione

Padre e figlio erano usciti a cercare la benzina per alimentare il generatore nei giorni dell’emergenza neve
TERAMO. Una tragica fatalità. Senza responsabilità, almeno di quelle da perseguire penalmente. Perchè è questo che racconta la richiesta d’archiviazione che il pm Davide Rosati ha fatto per l’inchiesta aperta sulla morte di Claudio e Mattia Marinelli, 22 e 56 anni, padre e figlio di Poggio Umbricchio. A gennaio sono morti assiderati dopo essere stati sorpresi da una tempesta di neve mentre stavano cercando della benzina per alimentare il generatore di casa durante i giorni di black out elettrico che insieme al maltempo e al terremoto avevano messo in ginocchio la provincia di Teramo. Il fascicolo contro ignoti si chiude senza risposte, nel dolore e nella rabbia dei familiari che più volte hanno fatto sentire la loro voce. In quei drammatici giorni il grido di Liliana Furia, moglie e mamma: «Nessuno ha salvato mio marito e mio figlio, non c'è stato un mezzo fatto uscire per pulire la strada. Impossibile dire quello che stiamo passando perchè nel duemila non si può morire freddo».
La tragedia di Poggio Umbricchio era iniziata nel tardo pomeriggio di giovedì 19 gennaio quando era scattato l'allarme dopo che padre e figlio non erano rientrati a casa. Claudio e Mattia, insieme all'altro figlio, erano scesi in auto dalla piccola frazione di Crognaleto per prendere della benzina necessaria per far funzionare il generatore con cui in quei giorni si riscaldavano. Durante il rientro, però, la macchina si era fermata: forse per un guasto o forse perchè nel frattempo aveva ripreso a nevicare molto forte e quindi il mezzo non riusciva a percorrere il tratto di strada. Così i tre avevano deciso di lasciarla e proseguire a piedi. Secondo una ricostruzione fatta dai carabinieri e dai vigili del fuoco l'altro figlio si era incamminato per primo con le taniche, mentre Mattia e Claudio erano rimasti indietro. Ma in pochi attimi la violenta bufera di neve: basti pensare che sulla vettura i pompieri avevano trovato sessanta centimetri di neve. Il padre aveva cercato di trovare riparo in un piccolo canalone sotto la strada. A pochi metri il corpo del figlio che, molto probabilmente, aveva cercato di andare avanti nel tentativo di chiedere aiuto ma invano. Tragica fatalità, per la procura nessun ritardo nei soccorsi. Claudio Marinelli era un muratore, mentre Mattia aveva studiato all'Ipsia ed era in attesa di occupazione. A ricordarlo per sempre sarà quel grido disperato nel video girato qualche giorno prima della morte per raccontare l'emergenza del suo paese in cui lo si vede spalare e gridare: «Dove siete quando servite?».(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

