Morto a 16 anni, l’inchiesta va avanti

La Procura fa eseguire l’autopsia e procede contro ignoti per istigazione al suicidio: resta l’ipotesi della sfida sul web
ROSETO. È stata effettuata ieri pomeriggio l’autopsia sul corpo dello studente 16enne rosetano di origini romene ritrovato morto con una cintura al collo nella notte tra venerdì e sabato nella sua camera da letto, e nella tarda serata di ieri la salma è stata restituita ai familiari. Al momento ancora non si sa la data dei funerali (non oggi, sicuramente), che però non si svolgeranno in chiesa. La famiglia del giovane studente, infatti, appartiene alla chiesa evangelica, e per questo motivo il sindaco Mario Nugnes, insieme alla casa funeraria Antonio Ruggieri di Voltarrosto, sta valutando un sito comunale per permettere di svolgere il funerale. «Ci stiamo sentendo», conferma Nugnes, «lavoriamo per trovare il luogo più adatto per i funerali».
Al momento la Procura procede contro ignoti e il reato ipotizzato è istigazione al suicidio. L’autopsia eseguita dall’anatomopatologo Giuseppe Sciarra ha confermato la morte per asfissia, che potrebbe essere stata causata non da un impiccamento, come sembrava inizialmente, ma da uno strangolamento con la cintura dei pantaloni. Sul tavolo resta l’ipotesi di un tragico gioco, forse indotto dalle sfide estreme lanciate sul web e in voga tra gli adolescenti. Per questo motivo il pubblico ministero Francesca Zani ha disposto il sequestro del personal computer e del cellulare del 16enne, ma perché uno specialista concluda un’analisi sul contenuto dei dispositivi ci vorrà molto tempo. Sul corpo sono stati effettuati anche, come da prassi, gli esami ematologici e tossicologici, ma per vedere i risultati ci vorranno settimane. Nel frattempo i carabinieri procedono nelle indagini, sentendo anche amici e professori dell’istituto Moretti, la scuola che il giovane studente frequentava con ottimi risultati (era molto attivo, partecipando anche a tanti convegni).
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