Morto il poeta dialettale Antonino Anello

Atri, aveva 95 anni. Artista poliedrico si era dedicato anche al canto, alla letteratura e all’ebanisteria
ATRI. Atri piange la scomparsa del poeta dialettale Antonino Anello, morto lunedì all’età di 95 anni. Un artista poliedrico perché la sua attività ha spaziato dal canto all'ebanisteria, dalla regia alla commedia, dalla poesia all'indagine e alla custodia delle tradizioni popolari. Anello trascorse la fanciullezza nella sua amata città, in omaggio alla quale compose "Atre nostre", musicata da Glauco Marcone. «Respirò il teatro sin dall'infanzia», lo ricorda Santino Verna, il religioso atriano molto legato all’artista scomparso, «e con i coetanei organizzava spettacoli nei fondaci. Nel 1946 cominciò l'avventura teatrale, offrendo sempre spunti di riflessione. Un teatro brillante e mai volgare, sul sentiero della tradizione atriana, portata in tutto il mondo». Al teatro affiancò il canto, iniziando l'attività musicale, appena dodicenne, con la cappella della cattedrale e subito dopo entrò nella cantoria di San Francesco, distinguendosi per la voce di basso. Entrò poi a fare parte del coro folkloristico Hatria e successivamente del coro "Antonio Di Jorio. «Il coro, nel 1977», continua il ricordo di Verna, «gli pubblicò "Lu 'ttavette", e così Tonino Anello entrò per la porta regale nell'agone letterario abruzzese, commensale di Cesare De Titta, Luigi Illuminati, Giuseppino Mincione, Renato Sciucchi e Raffaele Fraticelli». Anello ha pubblicato due raccolte di poesie. «La vena poetica», aggiunge Verna, «ha vissuto la seconda giovinezza con la kermesse agostana "Serata sotto le stelle". Antonino Anello era il poeta più atteso, intervallato da altri numeri, nei non pochi spiazzi del centro storico di Atri. Chiedeva la partecipazione del pubblico, come nella poesia "La pallette"». Nel 2015, per i suoi 90, Anello vene festeggiato dal Comune che gli consegnò una targa. I funerali si sono svolti ieri ad Atri.

