Morto nell’esplosione, domani l’autopsia

21 Febbraio 2023

L’inchiesta per la tragedia di Caprafico: con il medico legale ci sarà anche un consulente balistico 

TERAMO. Autopsia e consulenza balistica: domani è il giorno dei primi accertamenti tecnici disposti dalla Procura teramana per ricostruire la dinamica del grave incidente che ha portato all morte di Dino Trignani, il 62enne di Castilenti rimasto ucciso mercoledì dall'esplosione del materiale pirico che stava manovrando in un'area di prova vicina alla ditta di fuochi d’artificio Di Blasio di Caprafico. L’autopsia sarà eseguita dal medico legale Giuseppe Sciarra su incarico del pm Laura Colica. Uno, per il momento, l’indagato: si tratta di Elio Di Blasio, il titolare della ditta. L’uomo è stato iscritto nel registro degli indagati: atto dovuto in vista degli accertamenti irripetibili disposti dal pm che indaga per omicidio colposo e lesioni gravissime (per le ferite al timpano riportate dal sopravvissuto, il magazziniere 43enne della ditta L.D.G.). La consulenza balistica sarà affidata a Paride Minervini.
Il fatto è avvenuto giovedì nell’area esterna della fabbrica di fuochi d’artificio Di Blasio mentre Trignani stava provando dei fuochi d’artificio. I due dipendenti erano in un’area esterna di prova, a circa 800 metri dallo stabile della ditta, che viene usata sia per le prove di nuovi prodotti e sia per l’eliminazione degli scarti. Da una prima ricostruzione fatta dai carabinieri sembra che Trignani stesse provando dei nuovi fuochi d’artificio e che l’altro dipendente , che ha la funzione di magazziniere, si trovasse nella zona solamente di passaggio e fosse a distanza. Ritenuto un operaio esperto in questo genere di lavorazioni, Trignani aveva già fatto una prima operazione che si era conclusa senza problemi. Nella seconda, invece, qualcosa non è andato così come avrebbe dovuto. L’esplosione è stata violentissima e per l’uomo non c’è stato nulla da fare. È riuscito solo ad urlare all’altro collega di scappare salvandogli in questo modo la vita. (d.p.)