Morì a 14 anni, due medici a processo

Sant’Omero, Lorenzo Panichi di Tortoreto fu ucciso dalla rottura dell’aorta dopo essere stato dimesso dall’ospedale
TERAMO. Lorenzo oggi avrebbe 16 anni e un futuro tutto da scrivere. Ne aveva solo 14 quando il 28 agosto del 2015 morì per la rottura dell’aorta all’ospedale di Giulianova dove era arrivato in fin di vita dopo essere stato dimesso dall’ospedale Val Vibrata con, sostiene la Procura, una errata diagnosi di polmonite. Per la sua morte due medici andranno a processo: così ha deciso ieri mattina il gup Giovanni De Rensis che, accogliendo la richiesta del pm Enrica Medori, ha rinviato a giudizio per omicidio colposo i medici Angelo Flavio Mucciconi, 55 anni, e Mariantonia Di Giandomenico, 59 anni, all’epoca dei fatti in servizio all’ospedale Val Vibrata. Il 6 febbraio la prima udienza. I familiari del ragazzo si sono costituiti parte civile assistiti dagli avvocati Paolo Foresta, Aldo Ambrogi e Pietro Sarti, mentre i medici sono difesi dagli avvocati Fabrizio Acronzio e Gianfranco Iadecola.
I passaggi di un procedimento giudiziario non leniscono il dolore di un padre e di una madre che hanno perso un figlio di 14 anni, ma scandiscono le tappe giudiziarie di una tragedia iniziata quella mattina di due anni fa quando Lorenzo Panichi si era sentito male e i genitori lo avevano portato all’ospedale di Sant’Omero: aveva tosse e un persistente dolore alla spalla destra. I medici lo avevano visitato, sottoposto a degli esami e successivamente dimesso. A casa il ragazzo si era sentito nuovamente male, i familiari avevano chiamato l’ambulanza e il ragazzo era stato trasportato all’ospedale di Giulianova dove era arrivato in condizioni disperate. L’inchiesta scattò dopo la denuncia dei genitori. Inizialmente nel registro degli indagati venne iscritto anche un medico dell’ospedale di Giulianova per cui c’è stata una richiesta di archiviazione. Così ha scritto il pm nella richiesta di rinvio a giudizio dei due medici: «Per imprudenza, negligenza ed imperizia, nonchè per colpa specifica, consistita nella violazione delle norme dettate dall’arte medica secondo il miglior grado di scienza ed esperienza, omettendo di seguire un accurato monitoraggio delle condizioni cliniche di Lorenzo Panichi e un’adeguata valutazione della gravità del quadro clinico, diagnosticavano al paziente medesimo “polmonite dx”, quand’era invece in corso la rottura/dissezione a livello dell’arteria anonima, ne decretavano le dimissioni alle successive ore 13.04, cagionando, per effetto dell’omesso corretto approccio diagnostico-differenziale, il decesso del paziente per “shock emorragico successivo a rottura dell’aorta ascendente”, verificatasi alle ore 16.30 all’ospedale di Giulianova». Sul caso si staglia l’esito della consulenza disposta all’epoca dal pm e firmata da Bruno Turinetto e Donatella Fedeli. Escludendo ogni responsabilità sia dell’equipe del 118 che dei medici dell’ospedale di Giulianova che presero in carico il ragazzo quando era ormai moribondo, ipotizza responsabilità a carico dei medici di Sant’Omero, uno del pronto soccorso e l’altro del servizio di radiologia. Arrivando a concludere che, in presenza di un corretto iter diagnostico, la rottura dell’aorta, in qual momento ancora in fase iniziale, si sarebbe potuta evitare con un tempestivo intervento di cardiochirurgia.
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