Morì nel bar, inchiesta sul defibrillatore

7 Giugno 2022

Canzano, aperto un fascicolo dopo la denuncia dei familiari per sapere se il dispositivo era in funzione

TERAMO. Ci sarà un’inchiesta sulla morte di Enzo De Lucia, il 55enne di Bellante che il 16 maggio è morto nel bar del figlio a Canzano dopo una partita di freccette.
Linchiesta è stata aperta dal pm Enrica Medori dopo l’esposto presentato di familiari dell’uomo che chiedono chiarimenti in particolare sul funzionamento del defibrillatore pubblico che si trova all’esterno del locale e che quel giorno non funzionò. Il fascicolo aperto per omicidio colposo per ora è contro ignoti e nei prossimi giorni la Procura deciderà se disporre accertamenti. Non è da escludere che possa essere disposto un accertamento sulla documentazione esistente.
Secondo una ricostruzione dei fatti la sera in cui l’uomo si sentì male i soccorritori si recarono all’esterno del locale per prendere il defibrillatore installato a poca distanza ma al momento dell’utilizzo il dispositivo non funzionò. Assenza di manutenzione o altro? Molto probabilmente anche su questo sarà disposto un accertamento dall’autorità giudiziaria.
La sera del 16 maggio scorso De Lucia, 55 anni, dopo aver dato una pacca sulla spalla a un amico appena battuto al gioco, accusò un improvviso malore e cadde a terra.
Quando l’ambulanza del 118 arrivò sul posto per l’uomo non c’era più nulla da fare. Il 55enne, originario della provincia di Caserta, si era stabilito da alcuni anni con la famiglia a Bellante. Era impegnato nel campo dell’edilizia. Chi lo conosceva lo descrive «un gran lavoratore, legatissimo alla famiglia e sempre con il sorriso. Una persona che fisicamente stava bene e non aveva mai avuto problemi di salute».(d.p.)
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