Morì schiacciato da una ruspa Due tecnici assolti dopo 8 anni

Roseto, nell’infortunio perse la vita il 34enne imprenditore di Morro d’Oro Diego Malvone Alla guida del mezzo c’era il padre del giovane che stava lavorando nel cantiere dell’impresa familiare
ROSETO. E’ una sentenza che arriva dopo otto anni dai fatti quella che assolve due tecnici dall’accusa dell’omicidio colposo di Diego Malvone, il giovane imprenditore edile di Morro d'Oro che nel novembre del 2008 venne schiacciato dalla ruspa guidata dal padre in un cantiere di Roseto. Il giudice Franco Tetto ha assolto perchè il fatto non sussiste i tecnici Gabriele Maggitti e Carlo Zappacosta nella loro veste di direttore dei lavori e responsabile della sicurezza (Maggiti come coordinatore di sicurezza in fase di progettazione e in fase di esecuzione).
I due, assistiti rispettivamente dagli avvocati Tommaso Navarra e Michele Rinaldi, erano finiti sotto accusa per presunte omissioni sul piano di coordinamento e sicurezza e sul piano operativo di sicurezza. La pubblica accusa, rappresentata dal pm Laura Colica, aveva chiesto una condanna a due anni e quattro mesi per Maggitti e un anno e sei mesi per Zappacosta. L'incidente in cui perse la vita Diego Malvone, 34 anni, avvenne il 26 novembre del 2008 a Roseto, in un cantiere di via Ariosto dove la ditta stava sistemando un grosso muro di protezione alle spalle di un palazzo in costruzione. Alla guida della ruspa c'era Gaetano Malvone e nel fare manovra aveva schiacciato il figlio contro un container (per quei fatti il padre ha patteggiato un anno).
Il giovane imprenditore era intento a controllare un cassone per il materiale di risulta, quando la ruspa guidata dal padre, azionata per riempire di terra il container, nel fare manovra lo aveva inavvertitamente colpito con la parte posteriore, comprimendolo contro lo stesso contenitore.
Solo quando Diego aveva urlato, il conducente del mezzo si era accorto del dramma. Aveva subito fermato la ruspa, ma per il giovane imprenditore non c'erastato nulla da fare. Morì in ambulanza, nella disperata corsa verso l'ospedale di Giulianova. Inizialmente venne detto che su quella ruspa c’era il fratello della vittima, ma le indagini della procura accertarono la presenza del padre.(d.p.)
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