Mosciano, perseguita la cognata: condannato a un anno e tre mesi

L’uomo di 43 anni accusato di averla pedinata più volte, ingiuriata, insultata e aggredita in piazza Le indagini scattate dopo la denuncia della donna che in una occasione è finita in ospedale
MOSCIANO. Finisce a processo con l’accusa di perseguitare la cognata e il giudice lo condanna a un anno e tre mesi, oltre al pagamento delle spese processuali. P.N. 43 anni, residente a Mosciano, è stato anche condannato al risarcimento dei danni a favore della parte civile e al pagamento di una provvisionale, a titolo di acconto, della somma di 8.000 euro.
L’accusa è quella è di stalking e lesioni aggravate nei confronti della moglie del fratello, una 50enne anche lei residente a Mosciano. I fatti, secondo l’accusa formulata dal pubblico ministero Enrica Medori (titolare del fascicolo), risalgono al 2015. In quell’anno, sempre secondo l’accusa, l’imputato inizia ad assumere comportamenti molesti, con violenze verbali e fisiche nei confronti della cognata e della famiglia della stessa.
Un susseguirsi di fatti, taluni gravi al punto da determinare il ricorso alle cure mediche da parte della donna: pedinamenti, ingiurie ed offese, minacce, atteggiamenti violenti ed altro in una escalation che ha portato la donna a chiedere aiuto e a denunciare il tutto.
Nel capo d’imputazione si legge anche di un’aggressione: «Giungendo persino ad aggredire la donna colpendola ripetutamente con calci e pugni sul corpo procurandogli lesioni giudicate guaribili in sette giorni». Nell’atto si fa riferimento anche allo stato di disagio psicologico che la situazione avrebbe provocato alla figlia minore della donna. «Cagionando in tal modo alle suddetti parti offese», si legge sempre nel capo d’imputazione, «un perdurante e grave stato di paura, ingenerando loro il grave timore di incorrere in situazioni di pericolo per la loro incolumità». Tra l’altro, nel 2015, ci fu anche un’aggressione fisica in una piazza di Mosciano a seguito della quale la donna, per le lesioni subite, fu portata in ambulanza all’ospedale. A seguito dei diversi esposti sono nati vari procedimenti presso la Procura di Teramo. Nel 2018, all’esito delle indagini disposte, il pm ha fatto richiesta di rinvio nei a giudizio nei confronti dell’uomo per i reati di stalking e lesioni.
L’imputato, assistito dall’avvocato Maria Leone dell’Aquila, ha sempre contestato gli addebiti. La parte offesa si è costituita parte civile con l’avvocato Claudio Iaconi di Giulianova. L’uomo è stato rinviato a giudizio ed è finito a processo davanti al giudice monocratico Domenico Canosa che ha emesso la sentenza di condanna. Articolata l’istruttoria dibattimentale nel corso della quale numerosi sono stati i testi sentiti, si quelli citati dall’accusa e sia quelli della difesa.
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