Mosciano, via libera dal Tar al biodigestore

Il tribunale respinge i ricorsi presentati dalle società del gruppo Beccaceci contro l’impianto
MOSCIANO. La realizzazione del biodigestore nella frazione Stazione può essere avviata. Lo ha stabilito il Tar on la sentenza emessa il 3 dicembre il cui dispositivo è stato pubblicato il 31 dicembre. Il tribunale amministrativo ha respinto il ricorso presentato dalla Edilstrade Costruzioni srl, dalla Comavit Società Agricola srl e dalla Cobeco Costruzioni srl, tutte sigle riconducibili alla Beccaceci Gruppo srl. Il ricorso fu inoltrato per ottenere l’annullamento di tutti gli atti emessi, connessi e consequenziali della Regione Abruzzo e di ogni altro ente coinvolto (Arta e Asl comprese) funzionali all’autorizzazione per la realizzazione di un impianto di biodigestione anaerobica a firma e promosso dall’azienda Ctip Blue srl. Nell’udienza tenuta il 3 dicembre ad adiuvandum rispetto alla difesa assunta dal gruppo Beccaceci era intervenuto con propria memoria difensiva il Comune di Mosciano.
Il Tar, nelle 19 pagine di motivazione, ha ritenuto innanzitutto inammissibile proprio la memoria difensiva presentata dall’ente, censurandola sul fatto che i motivi a sostegno della propria posizione ed in essa argomentati sono gli stessi di quelli già oggetto di una precedente pronuncia di respingimento, per la stessa controversia, da parte dello stesso Tar. La giustizia amministrativa regionale, nel contempo, ha ritenuto inammissibile quanto proposto dai ricorrenti principali, ovvero le tre società del Gruppo Beccaceci.
Questo sia per i motivi di diritto, censurati come infondati e riguardanti presunte illegittimità del procedimento autorizzatorio considerato invece, secondo i giudici, a rigore di norma. Così come il presunto mancato rispetto delle distanze dal nucleo abitato tanto da rigettare anche la richiesta di una consulenza tecnica in merito in quanto non fondata. Come pure infondati sono risultati i ricorsi per ulteriori motivi aggiunti. Il primo in quanto riproposto sulle medesime argomentazioni del ricorso principale seguendone quindi le sorti. Il secondo basato sul fatto che la controinteressata Ctip Blue srl non avrebbe avuto titolo sull’area su cui verrà ubicato l’impianto di biodigestione. Circostanza smentita dalla stessa azienda concessionaria e dalla Asl Teramo mediante la produzione di un contratto preliminare di compravendita sottoscritto dalla società Ctip Blue srl quale acquirente.
Inoltre, i secondi motivi aggiunti, presentati dal Gruppo Beccaceci il 29 maggio 2020, sono stati cassati anche come tardivi e, quindi, anche questi giudicati inammissibili. La partita probabilmente non è ancora conclusa visto che il Comune di Mosciano, rispetto ad una precedente pronunciamento sfavorevole del Tar, ha proposto ricorso al Consiglio di Stato con udienza ancora da fissare.
Alfonso Aloisi
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