Movida molesta, parte raccolta di firme

29 Luglio 2021

Già 30 attività commerciali e 100 tra residenti e turisti contro locali e Comune: «Norme non rispettate e controlli assenti»

ALBA ADRIATICA. Alba Adriatica si spacca anche sulla movida: sono una trentina le attività commerciali e turistiche - stabilimenti, alberghi, ristoranti, bar e negozi di tutti i tipi - che, insieme a un centinaio di residenti e turisti della zona centrale della riviera, si rivoltano contro il Comune e contro quei locali e quelle imprese accusate di non rispettare le regole e favorire l’invasione di giovanissimi e il degrado della movida molesta e talvolta violenta.
«Vivere al centro del lungomare albense è un incubo»: così recita la raccolta firme che sta girando in questi giorni in città, che parla anche «una città fuori controllo» e di «scempio del turismo», segnalando il mancato rispetto delle regole da parte di chi gestisce alcuni locali e alloggi in affitto: «Vediamo orde di minorenni ubriachi che si riversano su un lungomare attrezzato a soddisfare la voglia di sballo fuori controllo. Si superano abbondantemente impatti sonori e limiti orari consentiti alle attività musicali, si aggirano i protocolli sanitari, si ignora l’orario di sospensione delle attività di somministrazione e si continua fino all’alba a esercitare la vendita di alcolici da asporto abusivamente. I risultati sono le continue risse, gli schiamazzi, gli atti vandalici notturni e il consumo collettivo di sostanze stupefacenti, con le parti comuni invase dalle deiezioni e dal vomito di chi evidentemente non riesce a trovare neppure i servizi igienici previsti dalle norme. Si tratta di una malsana formula di movida violenta e molesta che da troppo tempo trova ausilio ed ospitalità ad Alba Adriatica, riuscendo a muoversi spesso anche al di là delle norme amministrative che regolano la tracciabilità delle presenze».
La notte gira qualche mezzo di polizia e carabinieri, mentre i vigili urbani, non avendo armi, non possono entrare in servizio dopo le 22. Dopo le imprese, quindi, la petizione mette nel mirino l’amministrazione del sindaco Antonietta Casciotti e le altre autorità: «Una condizione che appare ancor più inaccettabile soprattutto a fronte dell’inerzia e dell’incapacità di ripristinare normali condizioni di convivenza da parte di chi, deputato al controllo, dovrebbe intervenire mostrandosi ben consapevole dello scempio che aumenta di anno in anno. Eppure nulla accade e i cittadini solo abbandonati di fronte al pericolo. È nostra intenzione dunque richiamare il sindaco e tutte le istituzioni preposte al controllo a voler urgentemente intervenire con una serie di iniziative specifiche atte al ripristino della sicurezza, del rispetto delle norme sanitarie, del decoro e delle più elementari regole della convivenza civile quale prima forma di cultura alla quale la città dovrebbe tornare ad aderire».
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