Movida molesta, video inviato al prefetto
Alba, il comitato lo ha girato per dimostrare che non ci sono controlli e attacca il sindaco Piccioni
ALBA ADRIATICA. «Il Comune ha richiesto un solo controllo fonometrico sui locali del lungomare, ma l’anno scorso»: così il comitato contro la movida molesta di Alba si appella al prefetto. E lo fa inviandogli un video rappresentativo di quello che da anni lamentano i residenti della zona centrale del lungomare albense: sette minuti di riprese fatte dal balcone di casa in prima fila e dalla passeggiata, che documentano il caos e la musica a tutto volume che esce dai locali della movida.
«Questo affinché possa valutare, al di là delle tante parole, una situazione che l’insensibilità degli amministratori, in tema ambientale, ha lasciato degenerare in maniera ormai insostenibile. Il sindaco Tonia Piccioni, interessata del problema, ha finora fatto solo interventi di facciata ma “quasi” nulla per arginare il progredire del degrado ambientale almeno in tema di inquinamento acustico», scrive per il comitato Carlo Tribuiani, che continua: «Quel “quasi” è doveroso in quanto ha reso operante il piano di zonizzazione acustica del territorio comunale, adottato nel 2014, ma solo in teoria, perché fino ad oggi, nonostante le numerose lamentele, non è stato fatto alcun controllo sul rispetto dei limiti fissati: una sola è stata la richiesta del sindaco all’Arta di un rilievo fonometrico, datata 25 giugno 2014 e risultata priva di effetti. La ormai consolidata certezza di mancanza di controlli ha comportato la conseguente strafottenza dei concessionari balneari, che hanno portato i loro impianti di amplificazione a ridosso della passeggiata sul lungomare infischiandosi dei cosiddetti limiti differenziali». Quindi le durissime conclusioni con cui si chiede l’intervento del prefetto: «Questa inerzia e questa passività o degli organi preposti al controllo potrebbero indurre qualche esasperato a farsi giustizia da solo».
Luca Tomassoni
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