Multata per i clienti fuori s’incatena davanti al bar

17 Dicembre 2020

La titolare: «Sono malata, non accetto di sentirmi dire che favorisco il contagio» Dopo la visita del sindaco, oggi tornerà a manifestare nel locale di Nepezzano

TERAMO. La signora Rosanna ferma il tempo. Perché l’immagine di lei incatenata davanti al suo bar è uno tsunami che travolge tutti e racconta che niente sarà più come prima. Rosanna Parabella ha 46 anni, è affetta da sclerosi multipla e gestisce un bar a Nepezzano, popolosa frazione teramana. Martedì pomeriggio è stata multata dai vigili urbani: 280 euro perché non ha impedito a due clienti di consumare nella veranda due birre d’asporto. «Mi hanno detto che devo chiudere anche la veranda», dice, «ma l’ingresso del mio locale affaccia direttamente sulla statale e quindi quei pochi clienti che ancora vengono per l’asporto non si possono certamente fermare in strada. L’altra sera, tra l’altro, io nemmeno li avevo visti. Sono usciti dal locale e uno ha poggiato la birra sul tavolo dove c’è il disinfettante per le mani per fumare una sigaretta».
E anche se 280 euro hanno il loro peso in un momento in cui gli incassi giornalieri sono niente, in cui le due collaboratrici del bar sono in cassa integrazione Covid e «in cui comunque le tasse vanno pagate e quindi le spese ci sono sempre», c’è un dettaglio a fare la differenza e a far scattare l’esigenza di quella catena alla caviglia. Perché anche le parole hanno effetti collaterali. Toccano corde e urtano sensibilità. «La cosa che mi ha fatto più male», continua Rosanna, «è stata quando mi hanno detto che con il mio comportamento sto favorendo il contagio del Covid. Io sono una persona malata di sclerosi multipla, rischio ogni giorno sulla mia pelle e quindi conosco ed applico in maniera scrupolosa tutte le norme di sicurezza. Rischio in prima persona e non accetto di sentirmi di dire che facilito il contagio. Sono attenta a tutto, ma penso anche che ci voglia flessibilità. Dopo anni di lavoro come commessa e con l’insorgere della malattia, tre anni fa ho deciso di aprire il bar. Non è stato facile, l’attività non si trova in un posto di passaggio e quindi di richiamo di clienti. I miei clienti sono persone del posto. Nel tempo si è creato un rapporto di fiducia e devo dire che questo lavoro lo faccio con grande scrupolo e passione. La pandemia ci ha stravolto e per noi piccoli commercianti è davvero un momento molto difficile, così come lo è per tantissimi. Io come tanti altri cerco di andare avanti tra tantissime difficoltà, sempre con ottimismo. Ma vorrei guardarmi intorno e vedere più flessibilità».
Ieri mattina, dopo la solidarietà dei colleghi, è arrivata la visita del sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto. «Prima mi ha chiamata», dice, «e poi è venuto di persona a sentire direttamente da me le mie parole. Ha espresso la solidarietà dell’ente a tutta la nostra categoria che sta vivendo una situazione di profonda crisi. Io capisco tutto, ma ribadisco che in certe situazioni bisogna anche rendersi conto di quello che si ha davanti di volta in volta. Il mio locale affaccia direttamente sulla strada e se chiudo le verande i pochi clienti che ancora ci sono dove vanno? Finiscono tra le macchine».
Oggi la signora Rosanna non sa se aprirà il locale, ma di una cosa è certa: sarà nuovamente davanti al bar con una catena al piede. Lei non si arrende.
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