Multe agli chalet, ricorsi respinti

Recinzioni non autorizzate, i balneatori di Tortoreto dovranno pagare le sanzioni
TORTORETO. I tredici gestori di stabilimenti balneari di Tortoreto dovranno pagare le multe per le reti di protezione installate in inverno per riparare le strutture dai vandali e dagli agenti atmosferici. Rigettati, infatti, i ricorsi contro i verbali dell'Agenzia delle dogane di Pescara da 1043 euro ciascuno di cui erano stati destinatari nei mesi scorsi per non aver dato comunicazione delle recinzioni al Comune di Tortoreto. La vicenda è stata resa pubblica a marzo, quando i 13 operatori decisero di rispedire le multe al mittente facendo essenzialmente leva sulla loro buona fede nell'installazione delle reti temporanee e considerando il carattere «meramente formale» della contestazione. Dure erano comunque state le parole dell'avvocato Fabrizio Antenucci, curatore di alcuni dei ricorsi, che in una nota giudicava «sproporzionate e frutto di forzature» le multe, ricordando sia il problema del vandalismo sull'arenile tortoretano ai danni degli stabilimenti sia la normativa regionale che permetteva l'installazione delle recinzioni di protezione. Il problema, però, risiedeva nella normativa comunale sul tema, che in molti in città vorrebbero fosse aggiornata alla luce delle problematiche sorte negli ultimi anni e resa meno restrittiva di quella in vigore. La questione delle recinzioni e delle multe, inoltre, si è inserita anche in un dibattito più ampio sui rapporti tra balneatori e Comune, visto il contenzioso in atto davanti al Tar dell’Aquila tra alcuni gestori ed ente sulla diffusione musicale estiva. «Non pare certamente questa la modalità attraverso cui rinsaldare un sempre meno sereno rapporto tra gli imprenditori turistici e le autorità di settore», commentava Antenucci. Ora, con la notifica ai tredici gestori dell'esito negativo dei ricorsi la discussione pubblica sulle regole per gli stabilimenti sembra pronta a ripartire. Nel frattempo, gli operatori interessati sono costretti a pagare le multe o a valutare un possibile ulteriore ricorso al giudice di pace.
Luca Tomassoni
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