Multe contro le recinzioni Fanno ricorso 13 chalet

Tortoreto, sono stati sanzionati dalle Dogane per mille euro ciascuno Il legale: «Ma l’ordinanza regionale prevede le reti contro vandali e furti»
TORTORETO. Non solo la battaglia sulla diffusione musicale: sulle recinzioni invernali nasce un nuovo contenzioso tra operatori turistici di Tortoreto e autorità. Tredici stabilimenti balneari, infatti, hanno ricevuto nei giorni scorsi multe da 1043 euro per non aver comunicato al Comune il posizionamento delle recinzioni temporanee antivento e contro i vandali. Ma i verbali, firmati dall'Agenzia delle Dogane di Pescara, sono stati già impugnati, perché ritenuti «sproporzionati» e frutto di «forzature».
Spiega l’avvocato Fabrizio Antenucci che sta curando alcuni dei ricorsi: «Le recinzioni sono di fatto un necessario ed irrinunciabile presidio di protezione predisposto dai concessionari a tutela dei fabbricati di proprietà degli stessi, spesso fatti oggetto, durante il periodo invernale in particolare, di raid vandalici ovvero di furti con effrazione contro i quali le autorità preposte risultano di fatto impotenti». Poi il contrattacco: «Fa sicuramente sorridere come l'ordinanza balneare regionale 2015 da un lato preveda la possibilità per i concessionari di installare durante l'inverno reti di protezione, ai fini della sacrosanta tutela degli immobili di cui hanno essi stessi la gestione e la responsabilità nell'interesse dello Stato, mentre dall'altro si cerchi in tutti i modi, al solo (discutibile) scopo di far cassa, di forzare le norme al fine di irrogare sanzioni sproporzionate per oltre mille euro (in violazione anche dei relativi principi sanciti anche dalla Costituzione) ed attinenti a ben altre fattispecie sanzionate dal Codice della Navigazione che comunque nulla hanno a che vedere con le irregolarità riscontrate, di natura meramente formale, consistenti appunto in "mancata comunicazione" delle reti di protezione al Comune». Continua il legale: « Soltanto di qualche giorno fa la notizia per la quale un concessionario, rimosse le protezioni a seguito del verbale, abbia ricevuto, puntuale, la visita di ladruncoli con conseguenti ulteriori danneggiamenti da scasso ed ulteriore amara beffa da mandar giù. Non pare certamente questa la modalità attraverso cui rinsaldare un sempre meno sereno rapporto tra gli imprenditori turistici e le autorità di settore. Ad ogni buon conto i verbali in parola sono stati impugnati nella serena convinzione della assoluta buona fede dei concessionari e della inconferenza della norma contestata e ciò anche sulla scorta di significativi precedenti giurisdizionali di analoga natura sfociati in sentenze di accoglimento».
Luca Tomassoni
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