Multe, il Pd vuole i carteggi fra la ditta e il Comune

21 Agosto 2015

TERAMO. Il Pd vuole vedere le carte che attestano il funzionamento delle telecamere agli ingressi delle Ztl. La richiesta parte dal segretario comunale del partito Maurizio Angelotti secondo cui «la...

TERAMO. Il Pd vuole vedere le carte che attestano il funzionamento delle telecamere agli ingressi delle Ztl. La richiesta parte dal segretario comunale del partito Maurizio Angelotti secondo cui «la vicenda dei varchi elettronici sta arrivando a livelli drammaticamente puerili» dopo la conferma di un problema tecnico che ha fatto scattare 1.231 multe irregolari. «Tutto è stato sbagliato, fin dall’inizio, dai nostri amministratori», sottolinea Angelotti, «e per mesi siamo stati presi in giro con scuse sempre meno credibili». Secondo lui, le difficoltà nella quadratura del bilancio di previsione ha spinto l'amministrazione a puntare sulle entrate derivanti dalle multe negando l'esistenza di irregolarità. «Invece ce n’era più d’una e tra queste la voluta confusione sul significato di varco attivo e non attivo», afferma il segretario, «eppure non ci sono altre possibili interpretazioni diverse da quello che le parole stesse dicono: se un varco è “attivo” sta funzionando, se un varco è “non attivo” allora è spento».

Angelotti non risparmia bordate a Brucchi e Di Giovangiacomo. «Ora il sindaco e il suo spompato assessore delegato cercano, in maniera spudorata e tardiva, di scaricare interamente sulla ditta che ha fornito ed installato i varchi elettronici tutte le responsabilità di questo grottesco pasticcio amministrativo», insiste, «dopo aver tentato dalla primavera a oggi di truffare le migliaia di cittadini multati ingiustamente». Le parole degli amministratori non sono sufficienti. «Sentiamo frasi tipo “ci avevano detto che…”, mai a noi non basta», evidenzia Angelotti, «pretendiamo l’evidenza oggettiva dello scambio di note ufficiali tra Comune e ditta sul reale funzionamento dei dispositivi». Brucchi e Di Giovangiacomo, a detta del segretario, dovrebbero scusarsi e non limitarsi ad annunciare rimborsi senza fare chiarezza. «L'amministrazione smetta di prenderci in giro», conclude, «spieghi sulla base di argomentazioni valide giuridicamente con quali modalità intende risarcire chi, imbrogliato e minacciato del raddoppiamento della sanzione, ha pagato le multe ingiuste; spieghi inoltre che le multe notificate vanno impugnate per evitare che passino in giudicato e annulli d'ufficio tutte le altre». (g.d.m.)

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