Multopoli, il Comune paga 45mila euro di spese legali

14 Dicembre 2015

Roseto, tra pochi giorni l’ente dovrà versare la prima tranche della somma E’ la conseguenza dei ricorsi vinti dagli automobilisti davanti al giudice

ROSETO. Sarà versata entro la prossima settimana la prima delle tre tranche, ciascuna di circa 15mila euro, relativa alle spese legali che il Comune di Roseto è stato condannato a pagare per la vicenda conosciuta come “la multopoli” rosetana. Infatti la stragrande maggioranza dei ricorsi presentati dai multati al giudice di pace, tutti curati dall’avvocato Daniele Di Furia, si sono conclusi con l’annullamento dei verbali e ai quali il Comune di Roseto ha rinunciato ad appellarsi: pertanto ora dovrà provvedere al pagamento delle spese. Stessa sorte per i multati che si erano in una prima fase rivolti al prefetto, vedendosi respingere l’istanza, ma che in seconda battuta avevano seguito la strada del tribunale. Così il Comune si è ritrovato un debito imprevisto pertanto inserito tra quelli fuori bilancio.

Le sentenze hanno invece fatto tirare un sospiro di sollievo alle centinaia di multati che hanno deciso di non pagare le sanzioni inflitte loro dalla polizia municipale di Roseto, anzi, per la precisione dall’allora comandante del corpo, il maggiore Tarcisio Cava, rimosso dall’incarico dopo che lui stesso aveva deciso di dimettersi per il gran polverone che aveva sollevato l’operazione innescata due anni fa. Infatti, dal 10 ottobre al 12 dicembre 2013, Cava ha inflitto da solo ben 1.262 multe ad altrettanti automobilisti, appostandosi in due punti ben precisi: il semaforo di piazza Ungheria e quello lungo la statale 150 all’altezza di Campo a Mare. Tre le tipologie delle infrazioni al codice della strada riscontrate, che si ripetono anche nella dicitura relativa all’impossibilità di fermare l’automobilista: attraversamento dell’incrocio con il semaforo rosso (137); uso del telefonino al volante (132); guida senza cinture (989). Dopo la notifica della raffica di verbali, alcuni degli automobilisti multati hanno preferito pagare subito, soprattutto quelli sorpresi a passare con il semaforo rosso, beneficiando in questo modo dello sconto previsto dalla legge. Molti altri hanno invece dato vita a un comitato presieduto da Michele Petrosino, già referente dei cittadini per la questione delle multe di Canzano, in quel caso finita con l’annullamento globale da parte del prefetto di Teramo.

A margine della “class action” impostata dai multati, c’è anche un filone con un’inchiesta penale, ancora in corso, con l’accusa di abuso e falso a carico dell’ex comandante del corpo. Ancora da chiarire se dietro l’azione di Cava ci sia stato un mandante o se invece l’ex maggiore abbia agito in maniera autonoma.

Federico Centola

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