“Multopoli”, il pm chiede di prosciogliere Cava

ROSETO. Ad un anno dall’avvio dell’inchiesta bis sulle multe di Roseto, la procura presenta richiesta di archiviazione per l’ex comandante dei vigili urbani di Roseto Tarcisio Cava indagato per abuso...
ROSETO. Ad un anno dall’avvio dell’inchiesta bis sulle multe di Roseto, la procura presenta richiesta di archiviazione per l’ex comandante dei vigili urbani di Roseto Tarcisio Cava indagato per abuso d’ufficio e falso ideologico. A firmare la richiesta d’archiviazione è il sostituto procuratore Davide Rosati, titolare del fascicolo. Per il magistrato, evidentemente, dalle indagini non sono emersi profili penalmente rilevanti. Ora l’ultima parola spetta al gip.
Cava era finito nell’inchiesta dopo il caso scoppiato a Roseto con quasi mille multe comminate dallo stesso ex comandante, all’epoca dei fatti ancora in servizio nella cittadina rivierasca. Dal 10 ottobre al 12 dicembre 2013, Cava ha inflitto da solo ben 1.262 multe ad altrettanti automobilisti, appostandosi in due punti: il semaforo di piazza Ungheria e quello lungo la Statale 150 all’altezza di Campo a Mare. Tre le tipologie delle infrazioni al codice della strada riscontrate: attraversamento dell’incrocio con il semaforo rosso; uso del telefonino al volante; guida senza cinture.
Dopo la notifica della raffica di verbali, alcuni degli automobilisti multati avevano preferito pagare subito, beneficiando in questo modo dello sconto previsto dalla legge. Molti altri, invece, avevano dato vita a un comitato presieduto da Michele Petrosino, già referente dei cittadini per la questione delle multe di Canzano, in quel caso finita con l’annullamento globale da parte del prefetto di Teramo. Nel frattempo gran parte delle multe fatte dall’ex comandante sono state annullate dal giudice di pace. A giugno dell’anno scorso Cava è stato assolto per il caso delle multe scontate. Il processo era nato dall’inchiesta che nel 2012 aveva messo a rumore Roseto: in 159, tra vigili urbani e automobilisti, vennero iscritti nel registro degli indagati per presunti sconti che, secondo l’accusa, sarebbero stati applicati su decine di multe senza una reale motivazione.(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

