Muore a 90 anni nell’auto contromano

Percorre sette chilometri in senso contrario e fa un frontale con un’altra macchina, in tanti cercano invano di fermarlo
TERAMO. L’epilogo drammatico si è consumato in pochi istanti davanti a chi ha cercato in tutti i modi schivare l’auto contromano sulla Teramo-mare. Ma per Giovanni Di Berardino, 90 anni a dicembre, di Nereto, non c’è stato nulla da fare. È morto nella sua Fiat Seicento che dopo aver percorso per circa sette chilometri la superstrada in senso contrario si è schiantata contro la Volvo guidata da un 47enne imprenditore marchigiano. Ed è stato lui il primo a soccorrerlo mentre il traffico si bloccava e il suono delle prime sirene anticipava un’altra tragedia della strada.
Delineata già quando, qualche minuto prima del violento scontro, alla polizia sono arrivate le telefonate di alcuni automobilisti che segnalavano la presenza di quell’auto contromano (in direzione Teramo) che in tanti avevano cercato di fermare a suon di clacson. Le pattuglie si sono mobilitate subito ma purtroppo nessuno ha potuto evitare lo schianto. Secondo una prima ricostruzione fatta dagli agenti della polizia stradale di Teramo (sul posto sono intervenuti il comandante Nadia Carletti e il vice Antonio Bernardi) è ipotizzabile che l’uomo accortosi di aver sbagliato direzione possa aver fatto inversione sulla superstrada nel tentativo di riprendere quella esatta. L'anziano è stato estratto vivo dalle lamiere con gli operatori del 118 che più volte hanno cercato di rianimarlo.
Nel racconto di alcuni automobilisti che lo hanno incrociato e tentato di fermarlo il terrore di quei minuti apparsi infiniti. «Ho suonato», racconta un uomo, «e come me hanno fatto altri. Mi sono accostato il più possibile e poi ho chiamato subito la polizia per segnalare. È stato terribile, un incubo per chi si trova alla guida di una macchina e improvvisamente si vede un’altra vettura davanti». A causa dell’incidente il tratto di superstrada è stato chiuso per qualche ora con il traffico in direzione Teramo deviato con uscita obbligatoria allo svincolo di Sant’Atto e rientro allo svincolo di San Nicolò.
Il pm di turno Greta Aloisi non ha ritenuto necessario disporre l’autopsia e ha dato il nulla osta alla sepoltura.
La vittima era molto conosciuta a Nereto dove per anni era stato agricoltore. Era il padre di Gesulmino Di Berardino, ex consigliere comunale. Il nipote Augusto Di Berardino attualmente è consigliere comunale di maggioranza. Nonostante l’età era autonomo e continuava a fare piccoli lavori in campagna. Abitava fuori paese e spesso a piedi, dopo lunghe passeggiate, raggiungeva il centro cittadino.
(ha collaborato
Alex De Palo)
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