Muore a cent’anni Cesidio, il carabiniere-commerciante

MONTORIO. «Caro Cesidio la tua lunga vita rimarrà un esempio di bontà, di amicizia con tutti e di aiuto a tante persone che nel dopoguerra avevano difficoltà a vivere ...Addio!» Così Lucio Nallira,...
MONTORIO. «Caro Cesidio la tua lunga vita rimarrà un esempio di bontà, di amicizia con tutti e di aiuto a tante persone che nel dopoguerra avevano difficoltà a vivere ...Addio!» Così Lucio Nallira, memoria storica di Montorio ricorda il suo amico Cesidio De Santis, il carabiniere centenario di cui lunedì scorso si sono fatti i funerali, con una cerimonia molto partecipata.
Zio Cesidio aveva spento lo scorso febbraio le 100 candeline con gli «adorati nipoti» come lui stesso amava definire. Il carabiniere era nato a Introdacqua, ma a vent'anni si era trasferito a Montorio per svolgere il servizio nell’arma dove aveva conosciuto sua moglie Elisabetta Di Nicola. «All’epoca la caserma dei carabinieri stava alla piazza Corta e di fronte ci abitava Elisabetta, una ragazza molto bella che conobbi durate un controllo in una cantina, dove lei dava una mano alla zia»raccontava con gli occhi emozionati Cesidio il giorno del suo centesimo compleanno. Una lunga vita quella del carabiniere che ha conosciuto momenti di sofferenza con la chiamata al fronte. «Dovevo partire per la campagna di Russia, ma all’ultimo momento un superiore si mobilitò per me e fui inviato per due anni nei Balcani», proseguiva nel suo racconto Cesidio non nascondendo qualche senso di colpa, «Qualcuno in Russia è morto al posto mio». Al suo rientro in Italia, Cesidio fu spedito in Sardegna e a Roma, ma con l’esilio di re Umberto II fu costretto a spogliarsi della divisa. «Tornai nudo a casa, senza quella divisa da carabiniere della monarchia», concludeva, «Lasciai l’arma e con mia moglie ci aprimmo un negozio di alimentari». Negozio che hanno gestito fino al 1988 e finora Cesidio ha conservato senza spostare nulla e dove trascorreva del tempo.
Adele Di Feliciantonio

