Muore bruciata mentre riscalda il latte

La vittima aveva 85 anni: probabilmente per un malore si è accasciata sul fornello acceso e la vestaglia ha preso fuoco
CORROPOLI. A ricordarla per sempre ai suoi compaesani resterà quella foto in bianco e nero di lei giovane donna degli anni Sessanta al volante di una Fiat Cinquecento, le auto tanto care al marito Marcello Marcelletti, storico organizzatore di raduni di macchine scomparso nel 2010.
Marisa Bontà, 85 anni, è morta carbonizzata nella cucina della sua abitazione. Da una prima ricostruzione fatta dai carabinieri è ipotizzabile che la donna sia caduta sul fornello acceso mentre preparava il latte, molto probabilmente a causa di un malore, e che la vestaglia abbia preso immediatamente fuoco non lasciandole possibilità di scampo. A dare l’allarme è stata la figlia che ha subito chiamato i soccorsi, ma per la donna non c’è stato nulla da fare: è deceduta in pochi attimi.
Il sostituto procuratore di turno, dopo aver disposto una ricognizione cadaverica, ha dato il nulla osta per la sepoltura.
La tragedia è accaduta nella mattinata di ieri nell’abitazione di Corropoli in cui la donna abitava e in cui si è verificato il drammatico incidente domestico, ulteriore episodio di una casistica che purtroppo negli ultimi anni ha visto tante vittime anche sul territorio teramano.
L’anziana, esponente di una storica famiglia del centro vibratiano, era molto conosciuta in paese dove da giovanissima aveva aiutato la famiglia nella gestione di una edicola. Successivamente era diventata una dipendente delle Poste così come il marito Marcello Marcelletti, venuto a mancare nel 2010. L’uomo era stato un conosciuto organizzatore di raduni di Fiat Cinquecento e proprio nel suo ricordo in passato sono stati organizzati eventi simili. «Una famiglia conosciuta e stimata», dice il sindaco Dantino Vallese, «persone che la nostra comunità non dimenticherà. La signora Marisa era una persona molto amata e stimata in tutto il paese». E a dimostrarlo i tanti messaggi di cordoglio apparsi sui social non appena la notizia si è diffusa. «Una donna innamorata della vita», si legge in un post, «legata alla famiglia e sempre disponibile con tutti. La comunità corropolese perde una cittadina con la C maiuscola».
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