Muore De Berardinis pilastro del San Liberatore

25 Agosto 2017

Atri, il primario del reparto di chirurgia si è spento dopo una lunga malattia I funerali oggi a Roseto, dove viveva. Era originario di Città Sant’Angelo

ATRI. L’ospedale di Atri, ma in effetti tutta la Asl, ha perso uno dei suoi pilastri portanti. E’ morto all’ospedale di Teramo nella notte fra mercoledì e giovedì, a 65 anni, Osvaldo De Berardinis, primario nel reparto chirurgia del San Liberatore, dopo una lunga malattia.
Ormai De Berardinis mancava dal suo reparto da mesi, da quando aveva dovuto dedicare tutte le sue forze a combattere una forma molto aggressiva di tumore. Ultimamente aveva chiesto il pensionamento anticipato per gravi motivi di salute.
Ma nonostante la lontananza era rimasto molto legato al “suo” ospedale, dove si era esplicata buona parte della sua vita lavorativa. Dopo la laurea in medicina, nel 1976, aveva subito fatto il tirocinio ad Atri. Aveva poi conseguito diverse specializzazioni – in chirurgia generale, in chirurgia dell’apparato digerente e in senologia – ed era diventato primario dell’unità complessa di chirurgia del San Liberatore nel Duemila. E’ stato autore di 50 pubblicazioni scientifiche ed è stato anche presidente dell’Acra (Associazione chirurghi della regione Abruzzo) nel 2009/2010 e vice presidente nel 2011. «Ha svolto la sua professione di chirurgo sempre nell’ospedale di Atri dove a sua volta ha cercato di offrire le sue conoscenze ai giovani professionisti appassionati nella sua stessa specializzazione», ricordano i vertici dell’azienda, «non solo professionalmente, ma anche come persona era ricco di doti umane e di comprensione nei confronti di tutti coloro che si rivolgevano a lui per necessità, senza mai tirarsi indietro, né esitare a trovare una soluzione. La Asl di Teramo rivolge le più sentite condoglianze ai familiari e partecipa commossa all’immenso dolore per una cara persona che ha affrontato le prove più ardue con una forza, una calma ed un coraggio che sono la miglior riprova di una vita innocente».
De Berardinis era molto legato a sua moglie, Paola Di Giosia, con la quale condivideva vita e lavoro, visto che è caposala della pediatria di Atri. «Una persona eccezionale, sia sul lavoro che nella vita. Sempre disponibile, i suoi pazienti lo ricordano per la sua grande umanità. Viveva tra Marina di Città Sant’Angelo, suo paese d’origine, e Roseto, dove da poco aveva comprato casa», ricorda un amico, «amava viaggiare con sua moglie». «Aveva capacità professionali fuori dal comune», ricorda Delo Tosi, sindacalista e infermiere all’ospedale di Atri, «a cui abbinava una moralità e un’etica nello svolgimento del proprio lavoro che pochi possono vantare». I funerali avranno luogo oggi alle ore 16 nella chiesa di Santa Maria Assunta a Roseto, mentre la salma verrà tumulata nel cimitero di Pescara Colli. (a.f.-l.v.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .